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Covid, Conte al lavoro su nuove misure. Riunione urgente del Cts

Il premier Conte ha parlato della situazione coronavirus, spiegando che il governo sta "lavorando per capire se si deve intervenire ancora"

Una stretta a livello locale dove l’indice Rt è più alto: è questa l’ipotesi a cui sta lavorando il governo in queste ore prima di decidere se arrivare a un lockdown nazionale. Del tema, come riporta Ansa, si sarebbe parlato nella riunione pomeridiana a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte, i capi delegazione ed il Cts. Per oggi non sono attese decisioni ma Conte e la maggioranza dovrebbero tornate a riunirsi domani. Si discute un nuovo Dpcm che potrebbe entrare in vigore già lunedì.

Una riunione urgente è stata convocata anche dal Comitato Tecnico Scientifico per decidere quali misure adottare per frenare i contagi da coronavirus.

La preoccupazione di Conte: il suo discorso

“Per la portata di questa seconda ondata non c’è un manuale né una palla di vetro, i numeri sono molto preoccupanti in tutta Europa“. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo al festival de “Il Foglio”. “Nessun Paese è pronto a una pandemia”, ha detto, ma l’Italia sta mostrando “grande senso di responsabilità”.

“Nessuna democrazia che non sia affidata a una organizzazione militare può sopperire con la massima efficienza agli effetti della pandemia. Noi – ha affermato il premier – siamo impegnati notte e giorno, possiamo contare sullo sforzo di tutti i cittadini, c’è rabbia, angoscia e disperazione. Molti cittadini sono disorientati, ma molti rispettano le regole“.

Il governo sta valutando una nuova stretta per contenere la diffusione del coronavirus, in particolare mini lockdown sul territorio, nelle aree più colpite, da concordare con sindaci e governatori.

“Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora”, ha detto Conte, spiegando che “i criteri sono massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Noi siamo sempre flessibili”.

Il premier ha parlato anche di un confronto con le opposizioni: “Ho chiamato i presidenti di Camera e Senato, ho chiesto loro se c’è la possibilità di trovare uno strumento o un luogo dove confrontarsi in tempi rapidi con il Parlamento“. “Il governo- ha aggiunto – sarebbe ancora più sereno, prendendo decisioni e coinvolgendo tutti gli attori, è giusto che sia così”.

Vaccino e scuola, gli altri temi toccati da Conte

Riguardo al vaccino, Conte ha detto che “confidiamo di averlo a dicembre ma bisogna comprendere che arriveranno qualche milione di dose per Paese, quindi dovremo fare un piano condiviso a livello europeo per intervenire sulle fasce più fragili e via via per le altre categorie”.

Per vedere gli effetti del vaccino però, ha precisato, “dobbiamo aspettare primavera quando prevedibilmente arriveranno per tutti” le dosi.

Sulla scuola, Conte ha affermato che “la curva sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza, alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico”.

“In primavera inoltrata – ha aggiunto il premier – confidiamo di essere venuti a capo di questa situazione e speriamo che qualche mese prima usciremo dalla curva più preoccupante”.

VIRGILIO NOTIZIE | 31-10-2020 17:17

Covid, le mascherine di stoffa funzionano solo a certe condizioni Fonte foto: Ansa
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