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Covid HV.1 dominante, gli Stati Uniti sono alle prese con una nuova variante: timore per efficacia dei vaccini

Negli Stati Uniti la variante EG.5 è stata battuta da HV.1. La nuova dominante preoccupa per l'efficacia dei vaccini. Il report di CDC

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Giorgia Bonamoneta

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, si concentra sulla politica e la geopolitica, scrive anche di economia e ambiente. Laureata in Editoria e Scrittura presso La Sapienza di Roma, ha iniziato a scrivere per una testata impegnata sui diritti civili, prima di lavorare in diverse testate di attualità.

La variante Eris (nome scientifico EG.5) lascia il posto a una nuova variante dominante: la sottovariante HV.1. Ne ha dato notizia il Centers for Disease Control and Prevention la scorsa settimana, allegando informazioni in merito all’efficacia dei vaccini. La situazione negli Stati Uniti infatti è piuttosto articolata e un cambiamento nell’efficacia potrebbe comportare un aumento rilevante nei casi.

Variante HV.1 dominante

Il Centers for Disease Control and Prevention ha pubblicato la sua ultima rilevazione sui casi di Covid-19. Ne è emersa una nuova sottovariante dominante. Dopo 5 mesi di predominanza della variante EG.5 soprannominata Eris, la variante che ha maggiormente contagiato i cittadini è stata la nuova HV.1.

Secondo il report del Centers for Disease Control and Prevention, la cui principale preoccupazione era l’efficacia del vaccino, il cambiamento della variante dominante non dovrebbe avere ricadute sulla copertura vaccinale. Un dato rassicurante a fronte dell’aumento dei casi e dei morti, anche in Italia, presentato nell’ultimo bollettino.

 L’efficacia dei vaccini non è compromessa dalle nuove varianti in circolazione

Gravità di HV.1

Sulle caratteristiche di HV.1, giunta anche in Italia, gli esperti concordano che è una discendente di EG.5 e che fa quindi parte della famiglia XBB. Di base quindi è una variante di Eris, ma con alcune caratteristiche in comune con la variante Delta e per questo ha preoccupato in fatto di aggressività e gravità.

La differenza sostanziale con le varianti cronologicamente più vicine infatti sta nell’attacco del virus, che nel caso di Delta prediligeva le vie aeree inferiori.

Efficacia dei vaccini

La situazione varianti negli Stati Uniti si presenta frammentata. Nel report infatti si notano diverse varianti con alte percentuali di circolazione. Secondo le stime HV.1 è responsabile del 25,1% dei casi totali, mentre EG.5 del 21,9%. Il restante 53% è diviso in oltre 30 sottovarianti, che contribuiscono ciascuna per meno del 2% del totale dei contagi.

Al momento ci si concentra su HV.1 e sull’efficacia dei vaccini. Sembra però che il problema non sussista, perché HV.1 è un diretta discendente di EG.5 ed entrambe fanno parte della famiglia XBB (a cui fa capo XBB.1.5) per la quale è efficace il vaccino monovalenti in uso al momento.

Fonte foto: ANSA

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