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Vaccino Pfizer, "ci sono delle ombre": Crisanti non è ottimista

Il microbiologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti, ha detto che sul vaccino della Pfizer ci sono "luci e ombre".

Da una parte l’annuncio del vaccino creato dalla Pfizer e della sua distribuzione anche in Italia, dall’altra il pessimismo di Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova. Secondo l’esperto il fatto che ci sia un vaccino è una buona notizia, perché significa che c’è un prodotto che induce un’immunità protettiva. Ma guardando più da vicino, “ci sono anche ombre“. Lo ha dichiarato ai microfoni di La7, durante la trasmissione Piazzapulita.

Le ombre sul vaccino della Pfizer, parla Crisanti

Andrea Crisanti ha spiegato che il vaccino della Pfizer, al momento, ha dimostrato di proteggere solo la fascia d’età tra i 18 e i 45 anni, “non c’è evidenza che protegga anche le persone anziane“.

In sostanza, gli anziani sono ovviamente stati inclusi nello studio, ma solo una parte della ricerca è stata resa pubblica: “c’è ancora bisogno che venga resa pubblica anche che l’altra parte – ha aggiunto – e poi non sappiamo se le persone, una volta immuni, possano diventare portatori sani”.

Un altro aspetto che preoccupa Crisanti è relativo all’Rna su cui si basa il vaccino: “È instabile e richiede una catena del freddo rigida, servono frigoriferi a -80 gradi e in questo momento non ce l’ha nessuno“.

Ad averli sono i laboratori, “ci sono anche negli aeroporti, ma i medici di base per esempio non li hanno e quindi non potrebbero somministrare il vaccino. E per fare una vaccinazione di massa serve una distribuzione capillare – ha detto Crisanti – è un problema logistico”.

Infine, un passaggio ‘finanziario’ legato al direttore della Pfizer. Secondo Crisanti avrebbe “venduto 5 milioni di azioni della società: questa non è una cosa buona perché se io fossi direttore e pensassi che il vaccino funziona me le terrei e aspetterei fino alla distribuzione. Ma sappiamo che arriveranno comunque altri vaccini, e questa è la cosa buona”.

Crisanti e i decessi: “L’ondata deve ancora arrivare”

Per quel che riguarda gli ultimi dati del bollettino, Crisanti ha spiegato che “sembra che la situazione sia stabile, ma caratterizzata da un numero di contagi impressionante. Facendo le debite proporzioni la situazione è molto simile a quella di inizio marzo“.

Questo, secondo l’esperto, significa che le misure messe in atto dal governo stanno facendo effetto, “ma ci terranno in una situazione orizzontale per parecchio tempo e l’ondata dei decessi deve ancora arrivare: aumenteranno nei prossimi 7-10 giorni, è nella logica dei numeri perché stiamo vedendo adesso i decessi causati da infezioni che si sono verificate due-tre settimane fa”.

In conclusione, una previsione sul lockdown: “Con queste misure i casi non diminuiranno e il vaccino non sarà distribuito in numeri tali da avere un impatto nei prossimi mesi. Secondo me si cercherà di superare il Natale per poi fare il lockdown totale subito dopo, a meno che non attraversiamo una settimana con 1.000 morti al giorno. In quel caso la spinta sociale prevarrà su quella economica”.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-11-2020 07:55

Vaccino Pfizer-Biontech, come funziona e perché è rivoluzionario Fonte foto: Ansa
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