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Covid, come procede la sperimentazione sul super-farmaco

Dei ricercatori israeliani hanno sviluppato un farmaco anti covid da impiegare nei casi più gravi dell'infezione

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

In Israele sta andando avanti la sperimentazione su un promettente farmaco anti covid da impiegare nei casi più gravi. Sviluppato in pochi mesi e giunto alla fase 1 della sperimentazioni, il farmaco punta a prevenire la sovra-reazione del sistema immunitario nei casi più gravi dell’infezione, che porta al peggioramento del quadro clinico del paziente.

Il nuovo farmaco potrebbe rivoluzionare la lotta al coronavirus perché, come ha spiegato a SkyTg24 Nadir Arber, professore del Sourasky Medical Center di Tel Aviv e coordinatore del team di ricerca,  può essere prodotto “in maniera rapida, efficace ed ha un costo relativamente basso. In pochi mesi potremmo distribuirlo nel mondo”.

Dai test effettuati sul primo gruppo di pazienti, il farmaco ha avuto una efficacia del 100%: “È stato somministrato su circa 30 pazienti e il nostro primo obiettivo era la sicurezza: il farmaco è molto sicuro, non vediamo alcun effetto collaterale e vediamo anche un miglioramento della respirazione”.

“Stiamo sviluppando questo farmaco per evitare le fasi più disastrose del Covid-19: circa il 6% della popolazione vede un peggioramento in 5-6 giorni, a causa della sovra-reazione del sistema immunitario, la cosiddetta tempesta di citochine. Questo è quello che il nostro farmaco cerca di evitare”, ha spiegato l’esperto.

Il farmaco si chiama Exo-Cd24 in quanto si basa su una ricerca che va avanti da anni su una specifica proteina, la Cd24. Viene somministrato direttamente nei polmoni tramite inalazione, per calmare la tempesta di citochine.

Riguardo alle tempistiche, Arber ha detto che i ricercatori stanno “negoziando con il ministero della Salute per arrivare il prima possibile alla fase tre della sperimentazione”.

L’obiettivo è quello di “lanciare uno studio internazionale per avere diverse risposte, ad esempio paragonandolo al placebo. È molto promettente, ma deve essere validato attraverso studi clinici. Speriamo di poterlo fare nei prossimi due o tre mesi”, ha conlcuso.

Fonte foto: ANSA
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