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Coronavirus, variante più veloce attraverso i bimbi: l'ipotesi

L'ordinario delle Malattie infettive della Cattolica rilancia l'ipotesi dei colleghi inglesi che la variante si diffonda tramite i bambini

La variante cosiddetta “inglese” del nuovo coronavirus si starebbe diffondendo più rapidamente per la maggiore capacità di trasmettersi ai bambini. Lo dice in un’intervista al Messaggero Roberto Cauda ordinario di Malattie infettive all’Università Cattolica e direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Gemelli Irccs di Roma.

Variante inglese più trasmissibile dai bambini: cosa dice l’Oms

Un’ipotesi avanzata anche dall’Organizzazione mondiale della sanità:  “Sembra essere più facilmente trasmissibile da giovani e bambini”, ma ulteriori ricerche sono ancora “in corso”. Lo ha detto l’inviato speciale dell’Oms per la pandemia, David Nabarro, a Skynews, ripreso dall’Ansa.

Questo potrebbe accrescere i timori per la riapertura delle scuole a gennaio. Se la variante “si sta davvero replicando o crescendo meglio nei bambini, potrebbe avere un effetto a catena sulla diffusione del virus nell’intera popolazione britannica”, ha aggiunto Mark Harris, virologo dell’Università di Leeds.

Coronavirus, variante inglese si diffonde più rapidamente tramite i bimbi: l’ipotesi

Si tratta di una ipotesi molto concreta che spiegherebbe perché la nuova variante inglese di Sars-CoV-2 si sta diffondendo tanto rapidamente. Se contagia maggiormente i bambini, alimenta anche la trasmissione ai più grandi, che con i minori difficilmente prendono misure di distanziamento e protezione.” afferma Cauda.

Il professore tiene a sottolineare che questo però non significa un maggiore rischio per i bambini al Covid-19: “Allo stesso tempo è giusto non fare allarmismo: resta confermato che gli effetti sui bambini, dal punto di vista della malattia, sono per fortuna poco significativi.”

Il medico rilancia la teoria dei colleghi inglesi del Gruppo consultivo governativo sulle minacce di virus respiratori nuovi ed emergenti (Nervtag), secondo la quale la nuova variante del coronavirus si diffonderebbe più facilmente tra i bambini.

Coronavirus, variante inglese: il ruolo dei bambini

Spiega così il professor Cauda: “Innanzitutto, come dicono giustamente gli esperti britannici, colpisce il fatto che tra i nuovi contagiati vi siano così tanti under 15. Il 65 per cento dei casi che si osservano a Londra e nel Sud-Est dell’Inghilterra sono dovuti a questa nuova variante. Mettendo insieme questi due fattori si pensa che i bambini siano maggiormente contagiati dalla variante. Non sappiamo il perché. Ci sono solo delle ipotesi, collegate al fatto che le mutazioni interessano la proteina Spike”.

Una volta contagiati i più piccoli farebbero da “ponte” al coronavirus: “Il bambino porta il virus in famiglia e alimenta la trasmissione. Si forma una catena epidemiologica: avviene ad esempio con la influenza “.

Ma il professore esclude la possibilità di una maggiore pericolosità della Covid-19 provocata dalla nuova variante: “Assolutamente no. Anche l’agenzia europea Ecdc afferma che non c’è una maggiore gravità della malattia. C’è però un aumento dell’Rt, dell’indice di trasmissione. E questo è un problema perché può portare a un incremento della trasmissibilità del 70 per cento”.

“Io guardo a questa mutazione, diciamo così, con grande rispetto, con una certa moderata dose di preoccupazione. Però, tutto sommato, è stemperata dalla presenza del vaccino. E ripeto: mi preoccupa la maggiore velocità di trasmissione, non un aumento di letalità che non c’è, né tra gli adulti né tanto meno tra i minori – è l’analisi di Cauda. Questo virus mutato ha iniziato a circolare a settembre, ma a ottobre e novembre ha impattato maggiormente, ha alzato la curva dei contagi a un livello superiore di quello che si sarebbe raggiunto se non ci fosse stata la mutazione.”

VirgilioNotizie | 23-12-2020 09:19

Variante coronavirus e rischi per il vaccino: parlano i virologi Fonte foto: ANSA
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