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Covid, l'immunologo: "Più varianti scoperte, ma vaccino efficace"

L'immunologo Guido Forni commenta il tema vaccino legato alla 'variante inglese' del coronavirus

L’immunologo Guido Forni, socio dell’Accademia nazionale dei Lincei, intervenendo alla trasmissione “L’imprenditore e gli altri” su Cusano Italia Tv, ha cercato di fare chiarezza sulla cosiddetta “variante inglese” di Sars-Cov-2. Variante recentemente scoperta che ha gettato dubbi  circa l’efficacia che i vaccini anti Covid potrebbero avere su tale ‘modifica’ del virus.

Forni ha rassicurato, spiegando che “non dovrebbe avere conseguenze per quanto riguarda il vaccino. Sono già state trovate molte varianti del virus e tutte queste non sono così cambiate da renderle capaci di sfuggire all’attacco immunitario indotto dal vaccino”.

L’immunologo ha commentato poi il via libera dell’Ema sul vaccino Pfizer. “Ho grandi sicurezze su come viene valutato il vaccino dall’Ema – ha dichiarato -. Il vaccino della Pfizer è stato approvato dopo che 42mila persone sono state valutate giorno per giorno, per almeno due mesi. C’è un dossier enorme di dati su queste persone”.

Quindi ha proseguito: “La quantità di soldi che è stata investita nella messa a punto dei vaccini è enorme. Questo ha permesso di realizzare la fase 3 con 40mila persone in tempi molto rapidi. Tempi che erano impensabili con gli altri vaccini. Inoltre la tecnologia usata è nuova, molto rapida, e in futuro potrà permetterci di creare nuovi vaccini e risolvere molte malattie dove è importante portare un pezzettino di rna o di dna nelle cellule”.

“Il vaccino – ha aggiunto – arriva in un contenitore per 5 dosi, deve essere scongelato con molta attenzione, senza agitarlo, con molte cautele. Una volta scongelato, deve essere diluito, e una volta diluito si deve prendere per 5 volte il contenuto con 5 siringhe. Una volta scongelato bisogna subito iniettarlo alle 5 persone perché resiste solo per 6 ore in frigorifero“.

Forni ha anche rassicurato circa gli eventuali effetti collaterali del vaccino, affermando che “nella maggior parte delle persone gli effetti collaterali sono limitati a un leggero mal di testa, un po’ di dolenzia nel punto dove viene fatto il vaccino. Sono tutte reazioni molto piccole rispetto all’enorme vantaggio che probabilmente conferirà questo vaccino”.

“Ci potrà essere – ha continuato – qualche disturbo momentaneo, il giorno dopo qualcuno avrà i brividi, la febbre, ma il giorno ancora dopo starà benissimo e sarà protetto contro una malattia che uccide un mucchio di persone e che complica la vita a moltissime altre. Si tratta di piccoli disagi non di rischi, i rischi sono veramente bassi”.

Infine sul raggiungimento della tanto agognata immunità di gregge ha detto che per averla bisognerà arrivare ad immunizzare circa il “70-75%” dei cittadini. “Ci vorrà tempo per raggiungerla indipendentemente dalle persone che non vogliono farlo”, ha concluso.

Pfizer e Moderna: avviati nuovi test sulla ‘variante inglese’

Pfizer e Moderna stanno effettuando dei test per verificare se i propri candidati vaccini sono efficaci anche contro la ‘variante inglese’ del Sars-CoV-2. Ad affermarlo sono le due aziende farmaceutiche – come riporta la Cnn-, che si dicono comunque ottimiste sull’esito.

“In base ai dati che abbiamo ci aspettiamo che l’immunità dal vaccino sia protettiva contro la variante – spiega Moderna in un comunicato -. Faremo dei test aggiuntivi nelle prossime settimane per confermarlo”.

Anche Pfizer, afferma il sito della tv Usa, “sta già generando dei dati su quanto il sangue di persone vaccinate sia capace di neutralizzate il nuovo ceppo”.

Sulla questione è intervenuto anche il Ceo di Biontech, l’azienda tedesca che ha sviluppato il vaccino con Pfizer. Il dirigente si è detto ‘fiducioso’ che l’efficacia rimanga alta. Sahin ha ricordato che le proteine del virus coincidono al 99% con quelle dei ceppi più diffusi, e quindi c’è fiducia che il vaccino funzioni.

“Ma lo sapremo solo dopo gli esperimenti, e avremo bisogno di circa due settimane per avere i dati”. Diversi gruppi di ricerca nel mondo stanno affrontando il problema, afferma alla Cnn Nelson Michael, direttore del Center for Infectious Diseases Research del Walter Reed Army Institute of Research.

“Abbiamo iniziato a lavorare appena i ricercatori britannici hanno pubblicato la sequenza genetica della variante – ha spiegato -. Il primo passo è una simulazione al computer, che ci permetterà di valutare la maggior parte degli aspetti che suscitano preoccupazione. Altri team nel mondo stanno facendo la stessa analisi. Se questi test mostreranno che ci sono preoccupazioni serviranno altre ricerche in laboratorio e sugli animali per avere risposte definitive”.

VirgilioNotizie | 22-12-2020 12:38

Coronavirus, tutte le varianti e le mutazioni scoperte finora Fonte foto: ANSA
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