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Coronavirus, la previsione del virologo: "Durerà un anno"

Italo Tempera, virologo e docente universitario a Filadelfia, ha fatto il punto sull'emergenza Covid-19

Ci sarà una tregua in estate, ma in autunno il nuovo coronavirus potrebbe tornare a contagiare la popolazione. Dopo il raggiungimento del picco, inoltre, non dovremo abbassare la guardia, almeno fino alla commercializzazione di un vaccino efficace. A definire lo scenario che potrebbe attenderci nei prossimi mesi è Italo Tempera, scienziato di Latina trapiantato a Filadelfia, dove insegna Medicina alla Temple University. Lo studioso italiano, da maggio, farà parte del gruppo di ricerca per l’espressione genica di virologia molecolare.

“Penso che tra pochi giorni la situazione in Italia potrebbe migliorare. Il numero di contagi dovrebbe iniziare a scendere. Per l’estate ci potrebbe essere una tregua e verso l’autunno il virus potrebbe tornare a circolare”, ha dichiarato il ricercatore in un’intervista pubblicata da Il Messaggero.

Coronavirus, Tempera: “Chi è immune potrà tornare a lavoro”

Scenario preoccupante quindi, e “la situazione lo è senza dubbio. Ma dopo l’estate dovremmo aver messo in atto dei sistemi di contenimento del virus. E magari avere qualche farmaco in più per la cura dei malati e un test che ci dica chi è stato contagiato e ha sviluppato gli anticorpi e quindi è protetto. In sostanza il test immunologico. Ci sono diversi istituti di ricerca che ci stanno lavorando, speriamo siano pronti in tempi brevi“.

Chi ha sviluppato gli anticorpi potrebbe dunque riprendere a vivere normalmente, tornando a lavoro e uscendo di casa. “Pensi quanto sarebbe importante per tutti, ma soprattutto per medici, infermieri, tutto il personale sanitario. Chi è protetto a quel punto non sarebbe forzato a stare a casa, e si potrebbero avere dei lavoratori per mantenere i servizi essenziali“, ha sottolineato Italo Tempera.

Coronavirus, il virologo: “Forse il vaccino nel 2021”

“Il vaccino, se ci sarà, sarà disponibile forse per il 2021. Non prima. Questa è la mia opinione, basata su quello che sappiamo degli altri coronavirus e sui modelli. E sempre che al Sud non ci siano focolai“, ha spiegato.

Secondo il virologo, infatti, non è detto si trovi un vaccino. “Ma qualcosa mi sento di dire che si troverà, e, anche se fosse efficace solo al 50%, io mi sentirei decisamente più tranquillo. Ammalarsi in forme meno aggressive sarebbe un enorme passo avanti. Perché come stiamo vedendo il vero grosso problema è il sistema sanitario che viene portato da una pandemia di questa portata al collasso”.

Coronavirus, Tempera: “La Cina ha una grossa responsabilità”

Riguardo la possibilità che nella provincia di Hubei non siano state prese misure tempestive, Italo Tempera crede che “la Cina abbia una grossa responsabilità. I primi casi positivi sembra si siano verificati a dicembre. I medici cinesi a Wuhan hanno avvertito, hanno parlato di sintomi simili alla Sars“.

“Molto probabilmente in quel momento il virus ancora non si era adattato a passare da uomo a uomo, era in una fase in cui c’erano pochissimi casi. Sarebbe stato estremamente più facile da contenere rispetto a quello che poi è successo” se la Cina avesse informato subito l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Coronavirus, Tempera: perché il coronavirus è così pericoloso

“Quando la Cina ha informato l’Oms oramai la situazione non era più gestibile. Da lì è iniziata una catena di errori, tra cui quello italiano di sminuire. Non si può parlare di influenza da coronavirus. Si deve parlare di quello che è realmente, un virus che stiamo studiando dal punto di vista biologico ora, del quale conosciamo poco e che presenta diverse caratteristiche particolari“, ha aggiunto il virologo.

“È riuscito a fare il passaggio da animale selvatico a uomo, e questo capita, ma non così di frequente. Ed è riuscito a essere efficientissimo nel contagio da uomo a uomo. Non solo, di solito un virus colpisce o le basse vie aeree o quelle alte. Questo entrambe. E soprattutto è subdolo“, ha spiegato ancora.

“Quando dà sintomi è già stato contagioso per giorni, ecco perché è così infettivo, così drammaticamente contagioso. Insomma non si può parlare di influenza sminuendo il pericolo e creando una falsa sensazione di normalità nella popolazione”, ha sottolineato.

Coronavirus, i consigli del virologo: disinfettare gli oggetti

“Allo stato attuale possiamo solo cercare di diminuire il contagio”, ovvero rimanere a casa, lavarsi spesso le mani e mantenere le distanze. “Possibilmente il metro è meglio se è abbondante“.

“E, un consiglio molto pratico, io l’ho appena fatto: disinfettate le cose che arrivano da fuori casa. Io l’ho appena fatto con la spesa, utilizzando delle salviette disinfettanti. La cautela ci aiuterà ad uscirne prima”, ha concluso il virologo.

VIRGILIO NOTIZIE | 31-03-2020 17:38

Coronavirus, città deserte nel mondo: le immagini Fonte foto: Facebook
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