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Coronavirus, "Peggioramento progressivo": il report Iss

Secondo il report dell'Iss si registra nelle ultime settimane un peggioramento costante dell'epidemia da Covid-19 in Italia al netto delle scuole

Nelle ultime otto settimane si è registrato un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia in Italia, con un maggiore carico sui servizi sanitari, secondo quanto risulta dal report settimanale pubblicato dall’Istituto superiore di sanità.

Nonostante l’epidemia appaia più contenuta rispetto ad altri Paesi europei, sottolinea l’Iss nel monitoraggio relativo alla settimana 14-20 settembre, l’andamento non deve portare a sottovalutare il rischio di una rapida ripresa della curva dei contagi. La quale potrebbe essere causata da eccessive concessioni sulle misure di sicurezza, come l’autorizzazione di eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici. Ad esempio nel caso della riapertura degli stadi ai tifosi, tema di strettissima attualità e largamente dibattuto tra governo ed esperti.

Coronavirus, il report Iss: il tasso di occupazione degli ospedali

Ad oggi il livello nazionale il tasso di occupazione dei posti letto in area medica è aumentato dal 4% al 5%, mentre le terapia intensive sono piene per il 2%-3%, con valori superiori al 10% in alcune Regioni.

Coronavirus, il report Iss: la situazione dei focolai

Nel rapporto dell’Iss vengono riportati 2868 focolai attivi in questo momento sul territorio nazionale di cui 832 di nuova scoperta. Entrambe le misurazioni risultano in aumento per l’ottava settimana di fila e il 28,7% delle rilevazioni negli ultimi sette giorni è riferito a catene di trasmissione appena scoperte. Per la maggior parte dei casi, il 76,1%. si conferma la tendenza di focolai scoppiati tra le mura domestiche, con un lieve aumento tra le attività ricreative e lavorative, rispettivamente per 6,3% e il 5,6%.

L’aumento dei casi registrati in dieci tra singole Regioni e Province autonome, secondo il monitoraggio, è per l‘84,2% contratto direttamente sul territorio nazionale e quindi non può più essere attribuito per buona parte ai contagi importati dall’estero, che sono diminuiti dal 10,8% dei sette giorni precedenti all’8% di questa settimana.

Coronavirus, il report Iss: l’incidenza della ritorno a scuola

Sui questi numeri riferiti dall’Iss, incombe ancora la valutazione dell’incidenza del ritorno a scuola sulla diffusione dei contagi da Covid-19 in Italia: “Non è possibile valutare, al momento – si legge nel rapporto – l’impatto che l’apertura delle scuole in Italia avrà sull’andamento dell’epidemia. Si ritiene che questo aspetto sarà valutabile a partire dalle prossime 2-3 settimane“.

“Non è stata accertata, nella settimana in esame – scrivono gli esperti dell’Istituto superiore di sanità – una trasmissione del virus nell’ambito scolastico sebbene siano stati identificati numerosi casi sporadici in concomitanza con la riapertura delle scuole“.

“L’elevata attenzione, a cui hanno contribuito le misure messe in campo (screening, rilevazione della temperatura giornaliera, procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico) – dicono ancora nel monitoraggio – hanno contribuito alla rapida identificazione e diagnosi dei casi. Sono in corso numerose indagini epidemiologiche e sono state attivate procedure di quarantena laddove previsto”.

Coronavirus, il report Iss: il livello del Rt e l’età media

In riferimento al periodo 3-16 settembre, il numero di riproduzione Rt del Sars-Cov-2, calcolato sui casi sintomatici, si mantiene sullo 0,95 per la seconda settimana consecutiva, sotto il livello dall’allarme 1. Stabile anche l’età mediana dei positivi al Covid-19, che hanno in media 41 anni.

 

VIRGILIO NOTIZIE | 26-09-2020 07:11

Coronavirus: perché si è diffuso prima nel Nord Italia, lo studio Fonte foto: Ansa
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