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Coronavirus, Oms: "Lombardia sarà pilota per la riapertura"

Il vicedirettore dell'Oms Ranieri Guerra ha parlato di come sarà la fase 2 della riapertura

“Il massacro che abbiamo visto nelle Rsa dev’essere un’occasione da non disperdere per ripensare ad assistenza e cura. L’Oms chiede al governo cosa è successo e come mai. Ci sono standard di prevenzione che devono essere molto più cogenti”. Lo ha detto Ranieri Guerra dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in conferenza stampa alla Protezione civile.

“Il tema delle strutture extra ospedaliere  – ha aggiunto – è fondamentale, servono un ripensamento e una revisione per un adeguamento progressivo non solo degli standard di cura ma anche dei percorsi di presa in carico”.

Commentando i dati ancora pesanti dell’epidemia in Lombardia, Guerra ha detto che “un po’ più di disciplina va richiesta, soprattutto adesso che siamo in una fase cruciale”.

Nonostante sia “una regione molto articolata, con un’altissima presenza produttiva, con enormi filiere essenziali, a partire dalla sanità” e in settori non chiusi dal governo, il vicedirettore dell’Oms ha sottolineato che “la mobilità registrata, fino al 45% del totale in certi giorni recenti, sembra un po’ troppa”.

Guerra ha parlato anche della fase 2, spiegando che la Lombardia sarà il pilota di quanto accadrà nelle altre regioni: “Dovrà essere estremamente cauta e valutare sia rischio che protocolli per renderlo pari a zero: stato di salute dei lavoratori, classe di età a rischio, quale stato immunitario e suscettibilità al contagio e rischio esterno al posto di lavoro”.

“Ciò – ha aggiunto – andrà fatto d’accordo con la parte datoriale per la sicurezza del luogo di lavoro e con i sindacati per un adeguato comportamento dei singoli lavoratori, perché oltre alle necessarie protezioni c’è anche una responsabilità individuale”.

Guerra ha spiegato che per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e poter riaprire fabbriche e aziende saranno necessari i test sierologici e l’esecuzione periodica dei tamponi ai lavoratori.

L’obiettivo “è avere un unico test nazionale: se andiamo ad usare diversi test con diverse performance rischiamo di avere una difficile comparazione”. Guerra ha chiarito che il test che verrà selezionato dovrà garantire “standard minimi di qualità” – tra cui avere un’attendibilità superiore al 95% – e sarà tra quelli che prevedono un prelievo da “sangue venoso” perché “quelli da sangue periferico non sono accettabili”.

VirgilioNotizie | 15-04-2020 19:40

Coronavirus, il grafico della Protezione civile del 15 aprile Fonte foto: Ansa
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