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Coronavirus, lettere e disegni dei bimbi inteneriscono il web

Le paure di una bambina di 8 anni messe per iscritto in una lettera pubblicata dal padre

Non solo truffe, meme e polemiche. I social riescono anche a regalare storie di umanità ai margini dell’emergenza da coronavirus. Molto toccati da questi momenti di incertezza e paura sono soprattutto i bambini. Quelli delle zone rosse, privati della scuola, dei momenti di gioco tra di loro, del loro essere piccoli e spensierati. E c’è chi questa insofferenza l’ha messa per iscritto come una bambina veneta la cui letterina è diventata virale o un bimbo di appena 4 anni che nel disegno ha chiesto ai carabinieri di arrestare il coronaviurs.

Nunzia ha soli 8 anni, vive in una delle zone del Veneto focolaio del coronavirus. La sua lettera è stata pubblicata dal padre sui gruppi social del paese e delle zone limitrofi ma la sua tenerezza le ha fatto varcare i confini locali per diventare appunto virale. Nunzia “si è espressa nel senso della paura perché – spiega suo padre all’Adnkronos – sa che una malattia sconosciuta e non è da prendere sottogamba”.

“Ormai sono 10 giorni che non vado a scuola – scrive Nunzia tra le tante cose – mi mancano i miei amici, mi manca scherzare e giocare all’ora di ricreazione. Ho avuto molta paura perché le prime persone ad ammalarsi abitavano a poca distanza da casa mia”.

Un trauma per i più piccoli. “Mi ricorderò di questo brutto momento per tutta la mia vita – continua Nunzia – mi ricorderò l’odore della candeggina che mamma mi fa usare sulle mani tutti i giorni. Spero che tutto questo finirà presto, che tutte le persone colpite da questo virus possano guarire presto, che si possa giocare liberi senza avere paura di abbracciarsi, senza avere paura di ammalarsi e che tutte le persone in quarantena possano essere libere di uscire dalle proprie case e sentire il sole sulla pelle”.3

E poi c’è Thomas, solamente 4 anni, di Somaglia (Lodi), che ha rivolto ai due carabinieri del presidio di un varco del suo comune un disegno: “Arrestate il virus, fate presto: voglio tornare a scuola a giocare con i miei amichetti e rivedere le maestre”.

Si è svegliato con l’idea di fare un disegno da regalare ai carabinieri – ha raccontato la madre a Tgcom24, – così ha realizzato un militare con il coronavirus ammanettato e siamo andati a cercarli per poterlo consegnare loro”.  Quando i due carabinieri ci hanno visti, sono scesi dall’auto, gli hanno chiesto il nome e lo hanno ringraziato per il regalo: “Uno di loro, poi, gli ha fatto firmare il disegno, ma mio figlio, che era contentissimo di incontrarli, si è così emozionato che, pur sapendo scrivere il suo nome, lo ha scritto da destra a sinistra”.

VirgilioNotizie | 04-03-2020 10:07

Coronavirus: parco giochi in via Gattamelata a Milano Fonte foto: Ansa
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