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Coronavirus, cosa ha provocato i nuovi focolai: ipotesi di Galli

Massimo Galli ha provato a spiegare cosa potrebbe provocare la nascita dei nuovi focolai di coronavirus in Italia

Massimo Galli, infettivologo e responsabile di Malattie Infettive all’ospedale Sacco di Milano, è intervenuto in collegamento alla trasmissione Cartabianca, provando a spiegare cosa provochi la nascita dei nuovi focolai. Secondo l’esperto, all’origine dei cluster ci sarebbero dei superdiffusori: “La genesi di alcuni focolai dice che ci sono stati problemi legati a qualcuno in grado di diffondere parecchio virus”.

Coronavirus, Galli: “I superdiffusori ancora esistono”

“Il problema dei superdiffusori è un cardine nella situazione epidemiologica – ha detto Galli – i superdiffusori ancora esistono, è probabile che qualcosa di questo genere sia avvenuto a Bologna e a Mondragone. Questa realtà esiste e può creare problemi”.

Sull’attuale andamento dell’epidemia e la comparsa di nuovi contagi, Galli ha affermato: “Era abbastanza prevedibile che avremmo avuto focolai dispersi. In Lombardia, quando si fanno i conti con i nuovi casi, a questo punto è difficile pensare che si tratti di casi vecchi venuti oggi al pettine”.

“Per le prime settimane dalla fine del lockdown – ha precisato l’infettivologo – questa situazione aveva una logica, ora siamo di fronte probabilmente a qualche caso nuovo che meriterebbe di essere valutato, identificato e esaminato anche dal punto di vista dei contatti e dell’ulteriore diffusione”.

Seconda ondata, cosa ne pensa Galli

Quanto all’eventualità di una seconda ondata, l’esperto ha dichiarato: “Ho cercato, fin dall’inizio, di non fare l’indovino, basandomi sui dati e sui fatti. Mi sento di dire che non è certo che qualcosa debba accadere per forza in autunno. Questa malattia si diffonde in modo diverso dall’influenza”.

VIRGILIO NOTIZIE | 08-07-2020 06:54

Focolaio Mondragone, zona rossa: sale la tensione. Le immagini Fonte foto: ANSA
Focolaio Mondragone, zona rossa: sale la tensione. Le immagini
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