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Centrodestra spaccato, Brunetta propone una nuova maggioranza

Secondo Renato Brunetta la coalizione di centrodestra a trazione sovranista "è inevitabilmente perdente"

Così un centrodestra unito non c’è, ha ragione Mariastella Gelmini”. Non usa giri di parole il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che in una intervista a Repubblica afferma di vedere conclusa l’esperienza del centrodestra attuale a trazione sovranista. E lancia l’idea di una nuova coalizione a sostegno del premier Mario Draghi che possa andare avanti “almeno fino al 2030”.

“Per troppi anni – spiega l’esponente di Forza Italia – siamo stati il Paese dell’instabilità e della non credibilità. L’abbiamo pagata carissima. Era l’Italia della bassissima crescita, un’Italia ingiusta, diseguale, l’ultima ruota del carro”.

Il governo Draghi è in carica da pochi mesi, “abbiamo fatto relativamente poco, tantissimo rispetto al passato, ma già siamo sulla strada giusta“.

“Il popolo si fida di Draghi, ha capito. La società civile ha capito. Quelli che sembrano non aver capito – afferma Brunetta – sono i partiti che compongono l’attuale maggioranza”, che “non possono andare avanti guardando indietro”, facendo riferimento alle battaglie per difendere Quota 100 o il reddito di cittadinanza.

Secondo il ministro il governo non è a rischio, ma è evidente il malessere che serpeggia nella maggioranza, perché manca un “collante tra i partiti che ne fanno parte e che stanno iniziando a rispondere al richiamo della foresta, al richiamo del consenso. Quanto di più sbagliato, perché così si va a sbattere”.

“Se la destra sovranista, anti-europea, anti-Green pass va dietro al richiamo della foresta commette un grande errore – sottolinea – perché il popolo non la pensa così. Lo stesso vale per la sinistra, perché le persone chiedono stabilità e pragmatismo, non risposte ideologiche”.

Sul centrodestra, “se l’egemonia ce l’hanno Fratelli d’Italia o la Lega, la coalizione è inevitabilmente perdente. Lo si è visto alle Amministrative e, temo, lo si vedrà anche alle Politiche. O meglio: puoi anche vincere, ma non vieni percepito come una forza di governo”.

“Dopo il 2018 – spiega – è mancata una riflessione su quello che è successo. Invece servirebbe un’analisi anche dura e feroce sui nostri errori”. “Salvini ha rinunciato ad entrare nel Ppe e ha appena annunciato la volontà di rinsaldare l’alleanza con Le Pen in un nuovo gruppo, Meloni va a fare i comizi con Santiago Abascal”.

“Tutto legittimo, per carità”, ma, sostiene, “la verità è che la colonna portante dell’Europa e di ogni Paese dell’Europa è l’opinione moderata, quella che vuole la continuità nel cambiamento, vuole evolvere, vuole il progresso, nel rispetto dei valori”.

Per questo, per superare lo stallo attuale, Brunetta propone una nuova alleanza di governo che riunisca le tre grandi famiglie politiche dei popolari, dei liberali e dei socialisti. Di fatto una riproposizione della formula “Ursula” che aveva portato Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue.

Brunetta lancia un appello ai partiti, a partire dal suo, Forza Italia: “Torniamo ai fondamentali, alle grandi famiglie politiche che hanno costruito l’Europa e le sue istituzioni nel dopoguerra: la famiglia dei popolari, quella liberale e quella socialista. Queste tre culture politiche adesso possono ricostruire l’Italia del futuro. Con Draghi”.

“Abbiamo bisogno – spiega – di una maggioranza credibile come il suo leader, in grado di dialogare fino in fondo con il suo popolo. Abbiamo bisogno di partiti all’altezza di Draghi“.

Una alleanza senza sovranisti che possa andare avanti almeno fino al 2030, per realizzare “un decennio di stabilità e riforme”.

VirgilioNotizie | 22-10-2021 09:40

Centrodestra, vertice post elezioni: cosa hanno deciso i tre leader Fonte foto: ANSA
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