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La manovra di Draghi: taglio delle tasse, pensioni e tampon tax

Definita l’entità della manovra economica 2022, ecco come verranno distribuite le risorse tra fisco, pensioni e bonus

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il governo ha approvato nella giornata di martedì il Documento programmatico di bilancio, una sintesi di fatto dei numeri della legge Finanziaria da inviare alla Commissione europea. Definita l’entità della manovra e la ripartizione delle risorse: 23 miliardi di euro, un terzo dei quali, circa 8 miliardi, andranno al taglio delle tasse.

Prende così corpo la prima manovra economica del premier Mario Draghi, anche se restano ancora diversi nodi da sciogliere, a causa della diversità di vedute dei partiti della maggioranza.

Pensioni, riforma degli ammortizzatori sociali, revisione dei bonus e dei criteri del reddito di cittadinanza, le modalità del taglio del cuneo fiscale sono i temi principali che dividono le delegazioni al governo.

Tutti i nodi dovranno venire sciolti nei prossimi giorni, con il Consiglio dei ministri che si prepara a varare la legge di bilancio la prossima settimana. Intanto i grandi numeri della manovra sono stati decisi, prima nella cabina di regia a Palazzo Chigi e poi alla riunione del Consiglio dei ministri.

Manovra 2022: le cifre

L’entità della manovra economica 2022 sarà di 23 miliardi, coperti grazie alla crescita del Pil superiore al previsto.

La fetta più consistente, 9 miliardi, riguarda il fisco: 8 miliardi per il taglio delle tasse sulle persone fisiche, in particolare sul ceto medio, e sulle imprese, più un miliardo per calmierare le bollette di luce e gas.

Confermate le risorse per il reddito di cittadinanza, poco meno di nove miliardi, e per i vari bonus e contributi, a partire dal Superbonus del 110%. Ci sono poi 2 milioni in più per vaccini e farmaci e altri due per il fondo sanitario.

Manovra 2022: Fisco

Secondo quanto previsto dal governo, nel 2022 verrà anticipata parte della riforma fiscale che entrerà a regime nel 2023 con i decreti attuativi della delega fiscale. Dei nove miliardi previsto uno è destinato al fondo taglia-tariffe.

Gli altri otto saranno destinati al taglio del prelievo fiscale: il quadro degli interventi non è ancora definito perché nella maggioranza ci sono posizioni diverse. Si parla del taglio dell’aliquota Irpef per i ceti medi e della riduzione del cuneo fiscale.

L’orientamento di Draghi sarebbe di concentrare le risorse per ridurre il divario fra retribuzione lorda e netta nelle buste paga, tra i più alti in Europa, ma ci sarà da fare i conti con le richieste dei partiti.

Previsto inoltre anche il rinvio al 2023 sia della cosiddetta “sugar tax” che della “plastic tax”. Ci sarà invece la “tampon tax“, cioè la riduzione dell’Iva sugli assorbenti femminili: il taglio però non sarà dal 22 al 4% come era stato annunciato ma solo al 10%.

Manovra 2022: pensioni e previdenza

Per quanto riguarda le pensioni, le cifre complessive non sono ancora definite, anche perché riguarda il capitolo più spinoso e che divide maggiormente i partiti di governo.

Il 31 dicembre scade Quota 100, la misura introdotta dal primo governo Conte per andare in pensione in anticipato se si hanno 62 anni d’età e 38 di contributi. Il governo punta a superare la misura con una soluzione “ponte” che prevede una quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) nel 2022 e una quota 104 dal 2023.

La Lega ha già espresso in Consiglio dei ministri la sua contrarietà a questa soluzione: sul punto andrà quindi avanti il braccio di ferro fino al varo della legge di Bilancio.

C’è invece maggiore consenso sull’ampliamento dell’Ape sociale, mentre è in bilico la proroga di “opzione donna”.

Manovra 2022: Welfare

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, verrà confermata la dotazione del 2021. Il governo Draghi però punta ad alcune correzioni per renderlo più efficace attraverso l’introduzione di criteri più stringenti, il rafforzamento delle condizionalità, maggiori controlli e il rafforzamento delle politiche attive del lavoro.

Resta ancora da definire la riforma degli ammortizzatori sociali, anche se pare certo il rafforzamento della Naspi, l’indennità di disoccupazione. Inoltre diventerà strutturale il congedo parentale obbligatorio di 10 giorni per i padri.

Manovra 2022: bonus

Per quanto riguarda i vari bonus edilizi, verrà prorogato fino alla fine del 2023 il superbonus del 110% per le ristrutturazioni. La misura però dovrebbe venire limitata ai lavori che riguardano condomini e case popolari.

Si va verso una conferma per i prossimi tre anni per il credito d’imposta al 50% e quello al 65% per ristrutturazioni e riqualificazione energetica, mentre non dovrebbe esserci la proroga per il bonus del 90% sul rifacimento delle facciate degli edifici.

Per accompagnare la transizione verso la nuova tv digitale terrestre, con la manovra 2022 verranno rifinanziati i bonus, cumulabili tra loro, per la rottamazione di una vecchia tv e per l’acquisto di un decoder.

Sondaggi, i leader europei più apprezzati: sorpresa per Mario Draghi Fonte foto: ANSA
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