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Calabria, sanità nel caos. Veneziano: "Ecco come uscirne"

La sanità in Calabria è ancora nel caos. Intanto dal territorio partono le mobilitazioni dei sindaci e le proposte contro il commissariamento

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

La Calabria continua a far discutere. Il terzo tentativo di nomina di un nuovo commissario per la sanità regionale è ancora una fumata nera. Nonostante le parole espresse dal ministro Roberto Speranza nei giorni scorsi e la promessa di “una presa in carico” della sanità calabrese come “una questione nazionale e non solo locale” da parte del Governo, pare che il cerchio faccia ancora fatica a chiudersi.

Del resto i casi che hanno riguardato Saverio Cotticelli, Giuseppe Zuccatelli e Eugenio Gaudio  hanno di fatto aperto un dibattito – al momento soprattutto interno al territorio calabrese – sulla reale opportunità del commissariamento. E non solo il dibattito. Perché proprio oggi infatti si è svolta a Roma la protesta dei sindaci calabresi che si sono dati appuntamento a Montecitorio con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dell’esecutivo sulla crisi della sanità, ridotta allo stremo – così come l’emergenza Covid ha evidenziato – soprattutto nel corso degli ultimi 10 anni.

Il commissariamento della sanità in Calabria si è reso necessario per la prima volta a causa dell’enorme deficit che era stato generato. In principio lo scopo era duplice: garantire una migliore gestione del comparto e migliori prestazioni sanitarie per la popolazione. Di fatto nessuno degli obiettivi è mai stato raggiunto. Ciò su cui attualmente l’opinione pubblica e i tecnici di settore si dividono è dunque sulla reale efficacia del commissariamento così come è stato fino ad oggi concepito.

Pasquale Veneziano, il presidente dell’Ordine dei Medici provinciale di Reggio Calabria, prova a spiegare a VirgilioNotizie rispondendo ad alcune domande su quanto è accaduto fino ad oggi e a proporre possibili soluzioni.

Quali sono i risultati raggiunti dai commissari alla sanità calabrese fino ad oggi?

Un aumento della pressione fiscale per i cittadini calabresi, il debito esiste ancora: tuttora infatti ci sono alcune Asp che non sono riuscite a chiudere un buon bilancio. Così non si va da nessuna parte. Il commissariamento in origine era stato ideato per ripianare il debito del comparto e migliorare l’assistenza medica per i cittadini. Ma io non credo che nessun commissario sarà mai in grado di ripianare questo debito.

Perché pensa questo?

Perché il debito è troppo alto. Fino a questo momento gli interventi maggiori sono stati destinati alla chiusura degli ospedali. È chiaro che chiudendo gli ospedali si recupera un po’ di denaro. È altrettanto vero però che costringendo le persone a curarsi altrove bisognerà aspettarsi che le regioni presso cui scelgono di curarsi presenteranno dopo il conto. Così i soldi risparmiati vengono comunque spesi per permettere ai cittadini calabresi di curarsi in altri ospedali d’Italia. La chiusura degli ospedali poteva rappresentare una soluzione nell’immediato, certamente non nel lungo periodo.

Perché quindi la Calabria non riesce ad uscire dallo stallo del commissariamento?

Per come è concepito attualmente è difficile che possa mai uscirne. Basti solo pensare alle continue sostituzioni, all’avvicendarsi dei commissari, al fatto che i medici del territorio in questi anni non sono mai stati coinvolti. Noi come Ordine dei Medici ad esempio non siamo mai stati interpellati. Un commissario agisce in ottica ragionieristica e spesso anche con diffidenza.

Quale potrebbe essere una soluzione vincente?

Anzitutto occorre azzerare il debito e attendere nuove elezioni. Nel frattempo, l’ideale sarebbe avere un commissario che sia soprattutto un esperto in ambito gestionale, affiancato però da almeno due figure sanitarie del territorio. Mi riferisco a professionisti da campo, non da tavolino, due eccellenze di cui la nostra regione è piena. Abbiamo moltissimi professionisti che con coraggio e dedizione lavorano in condizioni pessime ogni giorno. Lavorare in maniera sinergica, questa potrebbe essere la soluzione da adottare per un periodo di transizione, con l’obiettivo di riconsegnare la sanità alle competenze e alle responsabilità della politica regionale.

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ospedale Fonte foto: Ansa
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