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Vaccino Pfizer, la difesa di Bassetti dopo i sospetti di Crisanti

Matteo Bassetti definisce "speculazioni" le polemiche nate dopo l'annuncio del vaccino di Pfizer, accese da interventi come quello di Andrea Crisanti.

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

La notizia dell’arrivo imminente del vaccino creato dalla multinazionale Pfizer è stata salutata da un grande entusiasmo, che però piano piano si è tramutato anche in sospetto per le dichiarazioni di alcuni esperti. Su tutti quelle di Andrea Crisanti che, ai microfoni di Piazzapulita, ha sottolineato che l’amministratore delegato del gruppo, Albert Bourla, ha venduto 5 milioni di azioni il giorno stesso dell’annuncio. A difendere il dirigente ci ha pensato l’infettivologo Matteo Bassetti, intervistato dall’Adnkronos.

Vaccino Pfizer, “polemiche strumentali”: Bassetti sulle azioni dell’ad

Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria, “non si può giudicare se un vaccino è buono o meno sulla base del fatto che l’amministratore delegato dell’azienda vende le azioni, mi sembra una pura speculazione”.

L’infettivologo ha dichiarato che sarebbe più opportuno aspettare di “vedere dei dati, ma Pfizer è una grande azienda non credo che si metta ad annunciare dei dati agli investitori se poi il giorno dopo sono diversi”.

Bassetti ha quindi difeso il vaccino anti-Covid di Pfizer/BionTech, la cui efficacia – annunciata al 90% – ha fatto gioire il mondo, dagli attacchi che nelle ore successive si sono scatenati sulla trasparenza dei dati e sul fatto che l’amministratore delegato del gruppo, Albert Bourla, e la vicepresidente esecutiva, Sally Susman, abbiano venduto pacchetti di azioni il giorno stresso dell’annuncio.

“Attenzione quindi a voler sempre fare polemiche strumentali – ha aggiunto -, cerchiamo di prendere anche il buono da certe notizie“.

Un’ulteriore stoccata a Crisanti sul tema del lockdown, caldeggiato dal microbiologo dell’Università di Padova: “Non devono essere i medici  – ha detto Bassetti – a decidere se fare o no il lockdown, ma la politica che si deve basare sui dati che forniscono i medici e i tecnici. Ad esempio sul valore dell’Rt, sulle terapie intensive occupate, sul grado di stress del sistema. Ma la decisione deve prenderla la politica”.

Vaccino Pfizer, i dubbi di Crisanti: “Ci sono delle ombre”

Oltre alla questione delle azioni vendute dall’ad, Crisanti ha spiegato che il vaccino della Pfizer, al momento, ha dimostrato di proteggere solo la fascia d’età tra i 18 e i 45 anni, “non c’è evidenza che protegga anche le persone anziane“.

Gli anziani sono stati inclusi nello studio, ma solo una parte della ricerca è stata resa pubblica: “C’è ancora bisogno che venga resa pubblica anche che l’altra parte – ha aggiunto – e poi non sappiamo se le persone, una volta immuni, possano diventare portatori sani”.

Un altro aspetto che preoccupa Crisanti è relativo all’Rna su cui si basa il vaccino: “È instabile e richiede una catena del freddo rigida, servono frigoriferi a -80 gradi e in questo momento non ce l’ha nessuno”.

Ad averli sono i laboratori, “ci sono anche negli aeroporti, ma i medici di base per esempio non li hanno e quindi non potrebbero somministrare il vaccino. E per fare una vaccinazione di massa serve una distribuzione capillare – ha detto Crisanti – è un problema logistico”.

Vaccino Pfizer-Biontech, come funziona e perché è rivoluzionario Fonte foto: Ansa
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