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Assessore canta "Faccetta nera": cancellata dai social

L'assessore all'Istruzione del Veneto Elena Donazzan aveva intonato alla radio il motivo fascista. Zaia si dissocia

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Ha cantato “Faccetta nera” in radio e adesso i suoi account di Facebook, Twitter e Instagram non compaiono più. “Uccisa da Fb and Co. Si chiama pulizia etnica del pensiero” ha commentato, come riporta Ansa, l’assessore all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, finita al centro delle polemiche per aver intonato il brano celebre durante la stagione coloniale del fascismo.

L’episodio risale a venerdì scorso quando l’assessore, in collegamento con la trasmissione radiofonica “La Zanzara”, è stata invitata dai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo a cantare un motivo a scelta tra “Bella ciao” e “Faccetta nera”.

Donazzan ha quindi intonato quest’ultima perché abituata ad ascoltarla in famiglia sin da piccola: ha ricordato infatti di averla “imparata da bambina“, di avere uno zio, Costantino, che faceva parte delle milizie mussoliniane e di preferire quel canto a “‘Bella ciao”, “che piacerà alla Boldrini”.

La puntata ha fatto scoppiare la bufera sull’esponente della giunta veneta, dal quale ha preso le distanzw anche il suo governatore Luca Zaia. “L’assessore si deve quantomeno scusare. Conosco la sua sensibilità. Non l’ho sentita, penso che le scuse siano doverose”, ha detto il presidente del veneto, il quale sulle dimissioni richieste dall’opposizione ha risposto:”Prendo atto delle richieste. me ne arrivano ogni giorno”, ha concluso.

Nei confronti di Elena Donazzan, forze di centrosinistra hanno infatti avanzato la richiesta di dimissioni e l’intervento della magistratura per l’ipotesi di reato di apologia del fascismo.

La segnalazione è arrivata dal coordinamento di “Il Veneto che vogliamo”, lista civica che ha appoggiato il candidato presidente Arturo Lorenzoni alle ultime regionali.

“Questo clima di intollerabile revisionismo – hanno scritto gli esponenti della lista in una nota – che ha ormai sdoganato il fascismo manifesto di una figura istituzionale è il simbolo di una regressione culturale e civile. Che tipo di scuola ha in mente Donazzan, sempre che fra una canzonetta fascista e l’altra possa avere spazio per occuparsi di scuola, forse ha in mente quella del ventennio quando gli insegnanti che non erano fascisti venivano licenziati?”.

Se a sinistra, ha detto Donazzan, “tra i pochi che condividono questa necessità, qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso“.

“A tutti quelli, invece, che non vedono l’ora di sfruttare certe strumentalizzazioni per ribadire odio e livore – ha continuato – non ho nulla da dire. Sarebbe inutile”.

“Sto subendo minacce ed insulti: pazienza, non è la prima e non sarà l’ultima volta, non accetto però lezioni sull’approccio che l’Italia tutta dovrebbe avere sui temi relativi al secondo conflitto mondiale“, ha ribattuto ancora Elena Donazzan.

“Un periodo da consegnare definitivamente alla storia per ottenere una reale ed effettiva pacificazione nazionale – ha detto – assicurando dignità di memoria a tutti coloro hanno sacrificato la propria vita durante la guerra civile tra il 1943 ed il 1945“.

Fonte foto: ANSA

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