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A Mariupol "l'ultima battaglia": il drammatico appello dei marines ucraini. Il porto sotto il controllo russo

Infuria la battaglia per Mariupol: dai marines ucraini arriva un drammatico appello, mentre i separatisti filorussi rivendicano la conquista del porto

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Le milizie separatiste filorusse hanno conquistato l’intera area del porto di Mariupol, una delle poche zone della città che erano ancora controllate dai difensori ucraini. Mentre sui social è apparso il drammatico appello dei marines ucraini che stanno combattendo nella città portuale, ormai rasa al suolo dopo i continui bombardamenti russi.

Mariupol, i separatisti filorussi rivendicano la conquista del porto

Le milizie separatiste filorusse rivendicano la conquista dell’intera area del porto di Mariupol, ultimo avamposto dei difensori ucraini in città insieme all’acciaieria Azovstal.

A darne annuncio, secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass, è stato Denis Pushilin, capo dell’autoproclamata repubblica separatista di Donetsk.

Guerra in Ucraina, infuria la battaglia per Mariupol

Mariupol è stata devastata, ci sono decine di migliaia di morti. Ma nonostante questo, i russi non stanno fermando la loro offensiva”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo intervento in collegamento con il Parlamento della Corea del Sud.

Nella città portuale si combatte da settimane, strada per strada, con le forze russe che stanno lentamente avanzando. Mariupol, che prima della guerra contava circa 400mila abitanti, è stata ormai rasa al suolo dai continui bombardamenti.

E nelle zone occupate dai russi sono in corso “brutali” retate di civili. A lanciare l’accusa, riporta l’agenzia Unian, è la commissaria ucraina per i diritti umani Lyudmila Denisova, secondo cui circa 33mila abitanti sono stati deportati con la forza in Russia e nel Donbass.

A Mariupol

La conquista di Mariupol è strategica per la Russia perché consentirebbe di creare un corridoio di terra dalle autoproclamate repubbliche autonome del Donbass fino alla Crimea.

A Mariupol “l’ultima battaglia”: il drammatico appello dei marines ucraini

“Oggi sarà il nostro ultimo giorno di combattimento. Le munizioni stanno finendo”. Suona come un testamento il drammatico appello postato su Facebook dalla 36esima brigata dei marines ucraini che stanno combattendo da un mese per difendere Mariupol dall’offensiva russa.

“Siamo stati bersagliati da bombe d’aereo, di artiglieria, di carri armati e di qualsiasi altra arma da fuoco. Ci siamo difesi degnamente facendo l’impossibile“, scrivono i marines. Circa 3mila soldati che assieme agli uomini del discusso battaglione Azov stanno resistendo da oltre un mese al massiccio accerchiamento delle forze russe.

“Combattiamo al limite delle capacità umane. I feriti sono numerosissimi, ma nessuno si sottrae alla battaglia. Continuiamo ad infliggere forti perdite al nemico. Carri armati e blindati continuano a cadere sotto i nostri colpi”, scrivono i combattenti ucraini.

Dalle loro parole emerge la disperazione: “Per più di un mese, abbiamo combattuto senza ricevere rifornimenti, cibo, acqua, bevendo anche dalle pozzanghere e siamo morti in massa. I feriti sono quasi la metà del reparto”.

Ma anche la volontà di continuare a combattere: “Chi ha ancora braccia e gambe si presenta in servizio. Fanti e fucilieri sono quasi tutti morti. Ora a sparare ci sono artiglieri, addetti alla contraerea, autisti, cuochi e i musicisti della banda. La sorte per noi tutti è ormai la morte o la prigionia. Ma combattiamo”.

Mariupol Fonte foto: IPA
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