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Zona rossa, cambiano le regole per la scuola. Annuncio di Draghi

Scuole aperte fino in prima media in zona rossa: la decisione del governo in Cabina di regia

Le scuole, in particolare nidi, elementari e prima media, resteranno aperte anche in zona rossa. A questa decisione è arrivata la Cabina di regia che si è riunita questa mattina, come ha annunciato lo stesso premier Mario Draghi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. La chiusura delle scuole di ogni ordine a grado nelle zone con i contagi più alti era stata decisa con il Dpcm del 2 marzo scorso.

All’incontro, presieduto da Draghi e terminato intorno alle 13.10 di oggi venerdì 26 marzo, hanno partecipato anche i ministri Roberto Speranza, Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Dario Franceschini, Mariastella Gelmini, Elena Bonetti, Patrizio Bianchi, il sottosegretario Roberto Garofoli e i membri del Cts Silvio Brusaferro e Franco Locatelli.

Scuole aperte fino alla prima media anche in zona rossa

Secondo quanto annunciato dal presidente del Consiglio Draghi, le scuole aperte in zona rossa saranno quindi i nidi, le elementari e le prime medie. Resteranno chiuse le classi della seconda e terza media, oltre alle scuole superiori e gli atenei universitari.

“Le scuole riaprono fino alla prima media, il ministro Bianchi sta lavorando perché avvenga in modo ordinato. La volontà complessiva era che, se ci fosse stato uno spazio, lo avremmo utilizzato per le scuole fino alla prima media”, ha spiegato il premier Mario Draghi in conferenza stampa.

“Le evidenze scientifiche mostrano che le scuole sono un punto di contagio molto limitato solo in presenza delle altre restrizioni”, ha ricordato il presidente del Consiglio.

Roberto Speranza ha poi aggiunto: “Le misure adottate nelle ultime settimane ci hanno portato a una diminuzione dell’indice Rt e dell’incidenza dei nuovi contagi”, anche per questo è stata decisa la riapertura delle scuole.

Stop alle zone gialle fino al 30 aprile

Dal vertice a Palazzo Chigi, tra le altre cose, è emerso che nessuna regione sarà in zona gialla almeno fino al 30 aprile. Le aree del Paese meno colpite resteranno così in arancione, con tutti i divieti connessi. La decisione sarebbe resa necessaria dal quadro epidemiologico che continua a preoccupare il governo.

Per quanto riguarda i cambi colore delle regioni della prossima settimana, è previsto il passaggio del Lazio in zona arancione e della Valle d’Aosta in zona rossa. La Puglia passerà in rosso rafforzato. Si attende però l’ufficialità con la firma dell’ordinanza da parte del ministero della Salute Roberto Speranza.

La conferenza stampa di Draghi: cosa è emerso

Nel corso della conferenza stampa, il premier Mario Draghi non ha parlato solo di scuola. Sul tema dei vaccini, “io non so se ci sia differenza tra le dosi annunciate o arrivate – ha detto – ma da oggi sul sito della presidenza del Consiglio chiunque può accedere ai dati, regione per regione, categorie per categorie. Tutto questo può essere verificato su sito. Io posso rassicurare che tutti gli italiani avranno le dosi”, ha detto, aggiungendo: “L’obiettivo del mezzo milione di dosi in aprile comincia a vedersi con più probabilità”.

In merito alle polemiche delle regioni sulle parole pronunciate al Senato e alla Camera in tema di vaccinazioni: “Quello che ho detto in Parlamento era una reazione abbastanza spontanea davanti alle differenze nelle vaccinazioni, tra le varie regioni, dei soggetti di oltre 80 anni. Ho anche detto che non si può raggiungere il successo senza una collaborazione stato-regioni. Il richiamo  mirava a dire alle regioni che bisogna vaccinare le persone più fragili, oltre gli 80 anni, e poi precedere per limite di età. Il criterio dell’età deve tornare ad essere” la base.

Risguardò ai sanitari non vaccinati, “il governo intende intervenire – ha annunciato il premier. Non va assolutamente bene che operatori non vaccinati siano a contatto con malati. Il ministro Cartabia sta preparando un provvedimento a riguardo. La forma di questo provvedimento è tutto da vedere”. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha specificato: “Si tratta di una quota residuale, un pezzetto minimale” di operatori non vaccinati. “La stragrande maggioranza di medici e infermieri ha risposto in maniera volontaria dando il buon esempio”.

Sul tema dello stop Ue all’export dei vaccini, “il criterio enunciato dalla Commissione Ue in parte modifica criterio precedente. Prima l’unico requisito per lo stop all’export di un certo vaccino era il non rispetto del contratto da parte di una società. Ieri la Commissione ha allargato il criterio introducendo le parole proporzionalità e reciprocità. Conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, ovvero se consente o meno le esportazioni. La proporzionalità è un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati”.

Infine, sul vaccino Sputnik, Draghi ha dichiarato: “Non è stata ancora presentata formale domanda all’Ema, che sta facendo una review sulle varie componenti del vaccino. Non è previsto che l’Ema si pronunci di 3 o 4 mesi. Se va bene, il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell’anno”.

VirgilioNotizie | 26-03-2021 14:15

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