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Vaccini, con Pfizer più reazioni avverse: l'Aifa spiega il motivo

Secondo l’ultimo rapporto sulla farmacovigilanza Pfizer avrebbe più reazioni avverse segnalate rispetto ad AstraZeneca: il parere dell'Aifa

Dall’ultimo rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sui vaccini distribuiti tra il 27 dicembre 2020 e il 26 marzo 2021 emerge il dato delle segnalazioni di reazioni avverse dopo le somministrazioni: 46.237 su un totale di 9.068.349 dosi somministrate, lo 0,52%. E molte si riferiscono più al vaccino Pfizer-BioNTeche che ad AstraZeneca. Il motivo? Lo ha spiegato Nicola Magrini, direttore dell’Aifa, ai microfoni della Stampa.

Vaccini, con Pfizer più reazioni avverse: l’Aifa spiega il motivo

Delle oltre 46 mila segnalazioni, l’Aifa ha spiegato che il 92,7% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente: rientrano in questo conteggio il dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.

Le reazioni gravi sono quindi il 7,3% delle 46.237 segnalazioni: circa 36 casi gravi ogni 100 mila dosi somministrate.

Ma perché delle 46 mila segnalazioni la maggior parte è relativa alla vaccinazione con Pfizer? La risposta è arrivata da Nicola Magrini, direttore dell’Aifa: “È fisiologico che Pfizer abbia un numero più alto di effetti indesiderati, perché è stato nettamente il più somministrato, oltre il 70%, e in prevalenza ai grandi anziani“.

Vaccini, non solo over 60: a chi potrebbero essere somministrati AstraZeneca e Johnson & Johnson

Magrini ha poi parlato di AstraZeneca e Johnson & Johnson. Al momento prevale la prudenza e i due vaccini vengono somministrati agli anziani, ma cosa succederà quando ci sarà un surplus di dosi, con gli over 60 tutti vaccinati?

“Se avessimo solo questi due vaccini a disposizione – ha detto Magrini – li daremmo senza esitazioni a tutti, perché i benefici superano di gran lunga i rischi”.

Anche perché i casi di trombosi “sono rarissimi, verificatisi in donne con meno di 60 anni. Si tratta di effetti imprevedibili, la cui causa non è chiara, probabilmente di natura immunitaria o genetica. Sono trombosi in sedi inusuali, non sembrano esserci fattori predisponenti noti, nemmeno l’abbassamento del livello delle piastrine, problema che in teoria dovrebbe dare luogo ad eventi emorragici, cioè l’esatto contrario, o altri fattori della coagulazione”.

Magrini, infine, ha aggiunto che “la maggior parte dei Paesi si sta regolando come noi o li ha addirittura sospesi. In caso di necessità, comunque, si potrebbero tranquillamente usare anche nella fascia 50-60 anni“.

VirgilioNotizie | 21-04-2021 09:03

Farmaci fake venduti online: l'allarme dell'Aifa Fonte foto: ANSA
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