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Vaccino Covid, stop ai test: il commento di Bassetti e Burioni

Diversi esperti hanno commentato il momentaneo stop alla sperimentazione del vaccino per il coronavirus in sviluppo ad Oxford

Momentaneo stop alla sperimentazione del vaccino per il coronavirus in sviluppo presso l’Università di Oxford. Secondo Matteo Bassetti, infettivologo del Policlinico San Martino di Genova, l’annuncio del colosso farmaceutico AstraZeneca, che ha parlato di una pausa per “una potenziale reazione inspiegata in uno dei test”, è un colpo ai no-vax.

“Dispiace per lo stop alla sperimentazione – ha detto all’Adnkronos – ma è il segnale che le aziende stanno lavorando con serietà, trasparenza e controllando i dati. Questo è l’argomento più forte che noi possiamo avere nei confronti dei detrattori dei vaccini e dei no-vax che hanno attaccato dicendo che sarebbe stato messo in commercio senza fare i controlli”.

“C’è stato un problema e l’azienda non ha avuto nessuna vergogna a dire ‘stoppiamo e verifichiamo cosa è accaduto’. Speriamo riprendano presto ma è la dimostrazione che la ricerca è regolata e trasparente”, ha concluso Bassetti.

Vaccino Covid, Garattini: “Non è bocciatura”

Lo stop ai test sul vaccino di Oxford “può capitare e poteva anche essere atteso, succede anche con i farmaci, ma non è una bocciatura“. Così all’Adnkronos Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano.

“Quello che dovrebbe rassicurare – ha aggiunto – è che di fronte ad un solo caso sospetto si ferma l’intera sperimentazione. Ricordiamoci che sono 6 i vaccini testati sull’uomo nel mondo, dobbiamo essere fiduciosi“.

Vaccino Covid, il commento di Burioni

Meno ottimista il virologo Roberto Burioni, che sul sito ‘Medical Facts’, aveva ipotizzato un’accelerazione sul vaccino americano per ragioni politiche legate alle prossime elezioni presidenziali. E ha ricordato come nove case farmaceutiche si sono impegnate a non abbassare gli standard nello sviluppo di un vaccino contro il coronavirus.

“Questo – spiega Burioni –  è un avvenimento che non ha precedenti, in quanto in generale le case farmaceutiche spingono perché i farmaci vengano approvati, e le autorità regolatorie (in particolare l’Fda) frenano”.

“Qui ci troviamo in una situazione diametralmente opposta. Se è stata necessaria una simile precisazione direi che la mia ipotesi pessimistica non è del tutto campata in aria”, conclude Burioni.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-09-2020 13:11

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