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Vaccino Covid, parla l'ad dell'Irbm di Pomezia: "Nessun dubbio"

Le parole di Piero Di Lorenzo l'ad dell'Istituto di ricerca di Pomezia, sulla ripartenza ad Oxford dei test clinici per il vaccino di AstraZeneca

“Aspettavamo con ansia, ma con grande fiducia questa risposta”, tira un sospiro di sollievo Piero Di Lorenzo, amministratore delegato dell’Irbm di Pomezia, parlando con l’Adnkronos alla notizia della ripartenza dei test clinici sul vaccino anti Covid-19 arrivato all’ultima fase di sperimentazione all’Università di Oxford.

Vaccino Covid, ripartono i test clinici ad Oxford dopo lo stop

L’Istituto di ricerca è la componente italiana di questo progetto, fondamentale nella realizzazione del candidato vaccino tra i più avanzati al mondo, sviluppato dall’Ateneo inglese con il colosso farmaceutico AstraZeneca.

La fase III era stata interrotta mercoledì scorso perché uno dei pazienti aveva avuto una grave “reazione avversa“. Ma in soli tre giorni è arrivato l’annuncio della stessa azienda di avere ricevuto il permesso per il ritorno alle attività.

Un comitato di esperti indipendenti si è riunito col compito di esaminare la donna che nel corso dei test avrebbe sviluppato una mielite trasversa, allo scopo di stabilire se l’effetto collaterale fosse stato determinato dal vaccino stesso o da una causa indipendente.

“Questo non è un gioco. Gli scienziati si assumono una responsabilità di fronte al mondo. La mancata relazione fra il candidato vaccino e l’evento avverso era evidente, visto che la commissione entro 24 ore dalla riunione si è espressa. Significa proprio che non c’è il minimo dubbio. Se fosse stato un fatto controverso, la commissione avrebbe richiesto molto più tempo” ha spiegato Piero Di Lorenzo “magari mesi. Invece è stato tutto rapidissimo”.

In questo caso sono state necessarie invece soltanto alcuni giorni affinché si concludesse l’indagine del Comitato indipendente, con il via libera da parte della Medicines Health Regulatory Authority (Mhra), istituto che in Gran Bretagna concede l’autorizzazione sulle sperimentazioni.

Vaccino Covid, parla l’ad dell’Irbm di Pomezia: “Nessuna relazione”

“Nel cammino di un candidato vaccino gli intoppi ci sono. Questa volta è stata data pubblicità alla cosa proprio per evitare dietrologie, trattandosi di una sperimentazione alla fine – chiarisce l’amministrato delegato dell’Irbm – Ma quando si fa un trial di Fase 3, siccome non sono volontari sani, ma anche con patologie importanti, è fisiologico e di routine che ci possano essere manifestazioni avverse. Poi nel 99,9% dei casi si dimostra che non c’è una relazione con il candidato vaccino. In questo caso, se ci fosse stato anche solo un dubbio la commissione si sarebbe presa molto più tempo”.

“Sarebbe un’ipocrisia dire che m’è scivolata addosso – confessa Di Lorenzo- ma ero molto confidente perché i miei scienziati mi hanno detto e ridetto che il lavoro si presenta bene, è fatto bene”.

Adesso si riparte con il prossimo passaggio nello sviluppo del candidato vaccino, come riferisce lo stesso ad:”L’arruolamento dei nuovi volontari riprende velocemente dopo una sospensione durata 3-4 giorni. Mentre non cambia nulla per i 50 mila volontari già vaccinati che vengono monitorati e continueranno ad esserlo, attività che non si era mai fermata”.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-09-2020 19:59

astrazenenca-vaccino-pomezia Fonte foto: Ansa
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