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Vaccino coronavirus, l'avvertimento di Burioni sull'immunità

Sarà più facile, avverte il virologo, se i guariti avranno una buona immunità

Roberto Burioni, in un video pubblicato sulla pagina Facebook Medical Facts, ha lanciato un avvertimento su un aspetto inedito in merito al vaccino anti coronavirus. Secondo il virologo, come riporta Adnkronos, bisognerà considerare il grado di immunità dei guariti per valutare l’efficacia di un possibile vaccino.

Morbillo, rosolia, epatite A conferiscono una buona immunità: e infatti abbiamo il vaccino – ha spiegato Burioni -. Ci sono malattie che non conferiscono immunità, come l’epatite C, e per questo non c’è vaccino. Vedremo se le persone che si sono ammalate e sono guarite hanno l’immunità”.

Nel caso in cui le persone guarite avessero una buona immunità, ha aggiunto il virologo, “lo sviluppo del vaccino sarà molto più facile”. Invece, se dovesse emergere che “le persone guarite non avranno sviluppato una buona immunità, sarà senz’altro molto più difficile”.

Per quanto riguarda i mesi estivi, “non sappiamo se il virus rallenterà la sua trasmissione”, ha ammesso. “Quasi tutti i virus respiratori lo fanno. È ragionevole pensare che con l’arrivo del freddo il virus riparta con nuova energia, a quel punto non dobbiamo farci prendere in contropiede”.

Sulla fase 2, in partenza il 4 maggio, il virologo ha le idee chiare: Bisognerà “immediatamente identificare i focolai e isolare i pazienti. Il lockdown può essere fatto su zone ristrette” ma “va fatto immediatamente. Il ritardo può essere fatale”.

In particolare,  la “trasmissione da parte degli asintomatici è importantissima, la metà delle trasmissioni arriva dagli asintomatici. Se solo i malati trasmettessero la malattia, sarebbe molto più facile controllarla”,  ha sottolineato Burioni nel suo video.

VirgilioNotizie | 23-04-2020 08:24

Coronavirus, quali sono i farmaci che si stanno sperimentando Fonte foto: Ansa
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