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Vaccini anti Covid, possiamo scegliere quale usare? La risposta

I vaccini anti Covid che saranno a disposizione nei prossimi mesi sono diversi: ecco come viene decisa la distribuzione

Sono già due i vaccini anti Covid-19 che sono stati autorizzati per la commercializzazione in Europa: quello di Pfizer-BioNTech e quello di Moderna. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare il via libera al terzo prodotto, quello di AstraZeneca. E in primavera, se tutto andrà bene, è previsto l’arrivo di un quarto vaccino, sviluppato da Johnson&Johnson.

Si tratta di prodotti simili e tutti efficaci, ma comunque differenti tra loro. Ad esempio i primi due utilizzano la tecnica dell’Rna messaggero. E, seppur, con differenze minime, hanno tutti un valore di efficacia diverso: stando alle sperimentazioni, Pfizer-BioNTech ha una efficacia del 95%, Moderna del 94,1%, AstraZeneca del 90%.

La domanda quindi sorge spontanea: io, singolo cittadino, posso scegliere quando verrà il mio turno quale tra i vaccini a disposizione mi sarà somministrato? La risposta è no. La scelta spetta al ministero della Salute, per tutta una serie di motivi.

La scelta di quale vaccino somministrare alle varie categorie e fasce d’età della popolazione dipende infatti da una serie di fattori logistici, dal numero delle dosi a disposizione e dal livello di protezione di ciascun preparato.

Vaccini Covid, come vengono distribuiti

I criteri per la distribuzione sono diversi, ma il più importante è quello relativo alla logistica. Il vaccino Pifzer-BioNTech, come sappiamo, va conservato a una temperatura inferiore a meno 70 gradi. Richiede strutture adeguate e un personale formato che di fatto obbligano la somministrazione all’interno degli ospedali e nelle vicinanze.

Mentre quello di AstraZeneca può essere conservato per mesi in un normale frigorifero. Può quindi venire somministrato dal medico di famiglia o in farmacia. Anche quello di Johnson&Johnson non richiede temperature molto basse, si conserva tra meno 2 e meno 8 gradi. Inoltre, fattore importante, basta una sola dose.

Altro criterio è il livello di protezione. Pfizer e Moderna, che hanno una efficacia leggermente migliore, verranno destinati prioritariamente alle categorie più a rischio.

Molto dipende anche dalle dosi a disposizione. Al momento, e per le prossime settimane, la scelta è decisamente limitata. Per il vaccino Pfizer-BioNTech, l’unico al momento disponibile in Italia, ci sono circa 470mila dosi a settimana, per una fornitura complessiva di poco meno di 30 milioni di dosi.

Il contributo di Moderna sarà modesto: in base ai contratti all’Italia andranno in totale 1,3 milioni di fiale. Il primo lotto, di 100 mila dosi, dovrebbe arrivare lunedì, la seconda spedizione solo a fine mese.

L’Europa conta molto di più sugli altri due vaccini in arrivo: l’Italia ha già acquistato 40 milioni di dosi di AstraZeneca, in gran parte già disponibili e pronti alla consegna. E 50 milioni del Johnson&Johnson. Queste forniture, grazie alla maggior semplicità di conservazione e uso e al fatto che richiedono una sola dose, saranno determinanti nel velocizzare la vaccinazione di massa.

VirgilioNotizie | 08-01-2021 10:11

Vaccino, le categorie sanitarie che non hanno la priorità Fonte foto: ANSA
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