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Ucraina, ergastolo al soldato russo processato per crimini di guerra: i motivi che hanno portato alla sentenza

Il 21enne Vadim Shishimarin è il primo soldato russo processato per crimini di guerra e condannato all'ergastolo in Ucraina

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Vadim Shishimarin, il primo soldato russo a finire a processo per crimini di guerra commessi durante il conflitto in Ucraina, è stato condannato all’ergastolo. Il militare russo, 21 anni, negli scorsi giorni era comparso davanti al giudice di Kiev e si era dichiarato colpevole delle accuse mossegli dallo Stato ucraino.

Ergastolo al soldato russo

La sentenza è arrivata nella giornata di lunedì 23 maggio 2022, data storica per l’Ucraina. Il giudice del tribunale di Kiev, secondo quanto appreso dalla Bbc, ha infatti emesso la sentenza condannando in primo grado il giovane militare russo.

Shishimarin, come sottolineato da alcuni testimoni che hanno parlato nel corso del processo iniziato qualche giorno fa, avrebbe ucciso sotto gli ordini dei suoi superiori. Tra i pochi catturati dell’esercito russo, il 21enne è ora pronto a fare appello contro la decisione della corte ucraina.

Ucraina, ergastolo al soldato russo processato per crimini di guerra: i motivi che hanno portato alla sentenzaFonte foto: ANSA
Vadim Shishimarin, il soldato russo condannato all’ergastolo

Il perché dell’ergastolo

La decisione del giudice di Kiev che ha emesso la sentenza contro Vadim Shishimarin è arrivata al termine di alcune settimane di processo che vedevano il 21enne russo accusato di aver commesso crimini di guerra. Nello specifico il giovane soldato era stato accusato di aver ucciso, senza apparenti motivi bellici, un passante di 62 anni nella regione di Sumy.

La vittima, secondo le testimonianze, era a passeggio in bicicletta quando è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco mentre stava parlando al telefono. Solo in un secondo momento, come emerso dal processo, sembra che Shishimarin avrebbe premuto il grilletto sotto ordine di un superiore che temeva che l’anziano potesse fare da spia sulla posizione dell’esercito guidato dal Cremlino.

Le scuse e l’ammissione

Nel corso del processo a suo carico, Vadim Shishimarin non si è mai tirato indietro nel raccontare quanto successo in Ucraina. Addirittura, qualche giorno fa, davanti alla moglie dell’uomo di 62 anni ucciso aveva ammesso le proprie colpe e aveva chiesto scusa per quanto fatto.

Rivolgendosi a Kateryna Shalipova, vedova del civile ucciso nel villaggio di Chupakhivk nella regione di Sumy, Vadim Shishimarin si è mostrato pentito: “Riconosco la mia colpa, ti chiedo di perdonarmi“. La donna però non è stata tanto clemente, urlandogli contro che “merita l’ergastolo“. Il giudice ha dunque accolto la richiesta della vedova non considerando sincero il rimorso dell’imputato.

vadim-shishimarin Fonte foto: ANSA
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