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Terza ondata, quando e perché potrebbe arrivare: parla Ippolito

Il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, ha avvertito sui rischi della terza ondata di Covid-19

Mentre il picco della seconda ondata non è stato ancora raggiunto, si parla già di una possibile terza ondata di coronavirus in Italia. Il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito, in un colloquio con il Messaggero, ha spiegato quando e perché potrebbe arrivare: “A gennaio dovremo fare attenzione – ha spiegato -. Successe anche con la Spagnola, le ondate furono tre”.

Terza ondata, quali sono i tempi secondo Ippolito

La terza ondata, secondo l’esperto, potrebbe arrivare a gennaio o febbraio e coincidere con il picco dell’influenza: “Però – ha rassicurato Ippolito – i dati che ci arrivano dal Sud America, penso all’Argentina, sono incoraggianti: le cautela che stiamo usando contro il coronavirus, come le mascherine, hanno ridotto drasticamente anche la diffusione dell’influenza”.

Per scongiurare i rischi, secondo Ippolito, durante le prossime feste di Natale e Capodanno “dobbiamo mantenere misure di contenimento dell’epidemia, dobbiamo evitare viaggi, feste e grandi riunioni familiari. Si tratta di un sacrificio, ma pensiamo che a Natale 2021 potremo tornare a festeggiare”.

“I benefici di vaccini, anticorpi monoclonali e nuovi farmaci, li vedremo già in primavera. Io però – ha aggiunto – concordo con Fauci: per tornare alla normalità, servirà tutto il 2021″.

Nuove ondate, perché si scatenano

Sui motivi che hanno portato alla seconda ondata di Covid-19 in Italia e che potrebbero farne arrivare una terza, Ippolito ha spiegato: “Tutti coloro che hanno esperienza di malattie infettive si aspettavano una seconda ondata. Purtroppo, dopo un’estate caratterizzata dalle criticità di certi comportamenti, è avvenuto ciò che avvenne per la seconda ondata della Spagnola che fu associata a spostamenti e comportamenti. Oggi abbiamo l’esigenza di far arrivare in ospedale solo chi ne ha veramente bisogno. Ma la risposta della medicina di territorio è risultata carente”.

“Molti pazienti – ha denunciato l’esperto – ci raccontano che è impossibile essere visitati dal medico di famiglia e che preferiscono andare in pronto soccorso con la conseguenza di affollamenti e ritardi. Stiamo vivendo la stessa situazione di pressione dell’influenza degli anni passati. Sia chiaro, conosco tanti medici di base che fanno il massimo, ed altri che, come i colleghi ospedalieri, sono più spesso in Tv che in reparto. Però il sistema dei medici di famiglia va profondamente riorganizzato”.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-11-2020 08:04

Dalla Spagnola al coronavirus, le epidemie dell'ultimo secolo Fonte foto: Ansa
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