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Speranza, la previsione sulle riaperture e l'attacco a Salvini

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato cosa succederà nei prossimi mesi, lanciato anche un attacco a Salvini

Roberto Speranza è intervenuto sulle pagine di Repubblica per parlare della campagna vaccinale in Italia. Nonostante il Regno Unito sia “a un passo dall’immunità di gregge” e gli altri stati europei come Germania, Francia e Spagna facciano rispettivamente 650 mila, 500 mila e 400 mila somministrazioni al giorno, il ministro della Salute ha sottolineato che il nostro Paese non mostra segni di fallimento. “Il confronto con l’Inghilterra non ha senso. Sono partiti molto prima e hanno più dosi. Con gli altri tre Paesi, invece, siamo allineati. Tutti poco sopra le 21 somministrazioni ogni 100 abitanti”, ha chiarito.

“Noi, con una media di 310 mila al giorno negli ultimi tre giorni, siamo in crescita”. Tuttavia “loro hanno avuto dei picchi molto alti negli ultimi giorni. Per tutti, però, il collo di bottiglia è nella disponibilità di dosi. E quindi, con 10 milioni di vaccini in 30 giorni si può anche toccare un picco, ma poi si rallenta. E questo vale per tutti”.

In Italia “i numeri sono sempre più incoraggianti. E noi dobbiamo accelerare ancora, questo è chiaro. Il lavoro di Francesco Paolo Figliuolo va in questa direzione. In questo trimestre attendiamo 50 milioni di vaccini. E 7,3 milioni di Johnson & Johnson. È un vaccino importante. Questa settimana arriveranno le prime dosi. Saranno tra le 400 mila e le 500 mila ad aprile”, ha fatto sapere.

Speranza, come cambia la campagna per il vaccino anti Covid

Tra le strategie per velocizzare la campagna vaccinale ci potrebbe essere la possibilità di ritardare i richiami ed estendere la platea di un vaccino a diverse fasce di età, come la Francia, che somministra l’AstraZeneca tra i 55 e i 60 anni. “La nostra raccomandazione”, ha sottolineato Speranza, “è sopra i 60”. Tuttavia l’Aifa “ha già espresso un parere in cui dà la possibilità di una seconda dose” per i vaccini Pfizer e Moderna “al 42esimo giorno. Si recuperano due o tre settimane e può essere utile in questa fase. È un passo avanti. Anche se ribadisco che la vera svolta è avere più vaccini. Avere 50 milioni permetterà la vera accelerazione”.

In alcune regioni, come la Puglia, gli ultra 60enni possono presentarsi nei centri senza prenotazione e vaccinarsi a fine giornata, in caso avanzino dosi di AstraZeneca. Ma, frena il ministro, “ora la priorità sono le persone sopra gli 80 anni e poi quelli tra i 70 e gli 80. Tra qualche settimana sarà così”.

La nuova ordinanza firmata dal commissario Figliuolo sul piano vaccini ribadisce la priorità per fasce di età. “Nel piano che presentai il 2 dicembre al Parlamento era prevista la priorità assoluta per il personale sanitario impegnato in prima linea, per le Rsa e gli ultraottantenni. Modificammo i criteri quando AstraZeneca venne autorizzata solo per gli under 65, effetto della prima sperimentazione circoscritta ai più giovani. Dovevamo decidere se tenere le dosi in frigo o usarle. Scegliemmo di destinarle in particolare alla scuola, che è un pezzo fondamentale del Paese. Una mossa utile, oggi, per consentire la ripartenza delle lezioni in presenza. Poi AstraZeneca è stato autorizzato per tutti e siamo tornati alla declinazione originaria del piano”.

Le Regioni hanno destinato circa 2 milioni di dosi ad altre categorie. Con gli enti locali “c’è collaborazione. Ma le scelte fuori dalle indicazioni del piano sono state errate. Adesso l’ultima ordinanza rafforza in modo ancora più perentorio criteri che erano già prescrittivi. E dice che l’obiettivo fondamentale del Governo è vaccinare tutte le persone che possono perdere la vita con il coronavirus. I numeri sono chiari. Il 60% dei deceduti ha più di 80 anni, il 95% delle vittime è over 60. Quindi sono la nostra priorità assoluta. A loro le Regioni devono destinare tutte le energie e le dosi”.

“C’è una particolare attenzione per il Sud, ma le Regioni vanno viste una per una, senza dare un giudizio sommario. Io dico: ‘collaboriamo’, ma pretendiamo che le indicazioni date vengano rispettate rigorosamente. A questo punto le priorità sono chiarissime e non vanno più commessi errori”, ha spiegato.

Le vaccinazioni saranno completate per “gli over 80 entro aprile. Poi credo che entro il trimestre si possano mettere in sicurezza tutti gli over 60, che sono altri 18 milioni circa”, ha sottolineato Roberto Speranza nell’intervista rilasciata a Repubblica.

Speranza ha negato quanto dichiarato dal governatore veneto Luca Zaia sul mercato parallelo in cui gli altri Paesi acquistano il vaccino, non rispettando gli accordi con l’Ue. “A me non risulta. Tutti i Paesi europei si sono impegnati ad acquisti congiunti e a evitare trattative parallele con singole aziende con cui tratta anche la Commissione europea. Più in generale, credo che una guerra tra Stati, un ‘tutti contro tutti’, non ci avrebbe aiutato. Questo non toglie che paghiamo un prezzo per gli errori nella negoziazione dei contratti siglati dalla Commissione e che per il futuro vanno previsti vincoli maggiori per le aziende farmaceutiche, affinché quello che è accaduto non succeda più”.

Riguardo il farmaco AstraZeneca “i dati sono leggermente più bassi degli altri vaccini, ma la campagna con AstraZeneca procede a ritmi incoraggianti”.

Speranza sulle chiusure: cosa potrebbe succedere dopo aprile

Sulle misure Roberto Speranza ha fatto “una premessa. Le scelte sono fatte partendo dall’evidenza scientifica. E seguendo un unico obiettivo a cui sarò sempre fedele, che mi assegna la Costituzione, ovvero tutelare la salute delle persone. Il quadro è tuttora complesso. La curva delle ultime settimane si è piegata grazie alle misure attuate. Ma a causa della variante inglese il livello di contagio è ancora molto alto e la pressione sui presidi sanitari assai significativa, con 3.585 ricoverati in terapia intensiva. Basta alzare lo sguardo e vedere Francia e Germania, la prima in zona rossa nazionale, la seconda che pensa di estendere il lockdown”.

Sfuma dunque la possibilità di far ripartire alcune attività già dal 20 aprile. “Penso che ad aprile convenga tenere ancora la massima prudenza. Ma credo anche che nelle prossime settimane l’incrocio tra l’effetto delle misure delle zone rosse e il contemporaneo significativo aumento delle somministrazione dei vaccini ci metterà nelle condizioni di guardare con ragionata fiducia al futuro. Un futuro a cui stiamo già lavorando”.

“In realtà abbiamo già invertito la tendenza”, ha sottolineato Roberto Speranza. “Da oggi 30 milioni di persone passeranno dal rosso all’arancione. Un processo inverso rispetto a marzo. A maggio, a seconda dei parametri del contagio e della capacità di vaccinare i fragili, un nuovo fondamentale criterio che abbiamo fissato, ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive come quelle della zona gialla. Però voglio essere chiaro. Dobbiamo avere grande cautela e prudenza. Continuare con un percorso di gradualità, l’unico che ci consente di governare la curva e non vanificare i sacrifici fatti. Così potremo rilasciare progressivamente le misure restrittive”.

Speranza contro Salvini: “Sta al Governo e si comporta come se fosse all’opposizione”

“Io non voglio mai fare polemica con nessuno. Detto questo, tutti sanno che le scelte fatte dal Governo sono sempre passate dal Consiglio dei Ministri e approvate all’unanimità. Su Matteo Salvini dico solo che trovo incomprensibile l’atteggiamento di chi sta al Governo e si comporta come se fosse all’opposizione, con l’obiettivo malcelato di raccattare qualche voto sulle difficoltà vere di tante persone. A quelle persone non dobbiamo vendere illusioni, ma dare risposte concrete. Significa sostegni e costruzione di un percorso di graduale riapertura”, ha dichiarato il ministro della Salute.

Speranza, la previsione per l’estate con il Covid e le riaperture

Riguardo la possibilità di ospitare gli Europei a Roma, “è prematuro decidere oggi, ma faremo ogni sforzo per tenere quella partita nella Capitale”.

“Alcune misure andranno mantenute” anche nei mesi caldi. “Ma immagino un’estate molto diversa dai mesi che stiamo vivendo. Certo, serve attenzione e gradualità, non c’è un’ora X in cui scompaiono le misure. Ma sono ottimista. Se riusciremo a vaccinare la maggior parte della popolazione, questa estate ci potremo consentire molte più libertà. A patto che non sia un ‘liberi tutti’ che ci farebbe piombare in una situazione complicata. Ma sarà possibile recuperare spazi di libertà. Andranno mantenute alcune regole fondamentali, a partire dalle mascherine, ma il vaccino è davvero il ‘game changer’ di questo incubo”, ha concluso Roberto Speranza su Repubblica.

VirgilioNotizie | 12-04-2021 08:36

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