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San Marino, il responsabile dei vaccini su Sputnik: l'intervista

Parla il dottor Agostino Ceccarini, direttore del del dipartimento Cure Primarie e Salute Territoriale presso l’ISS: San Marino accelera con Sputnik

Mai come negli ultimi mesi San Marino ha canalizzato una parte importante delle attenzioni. Non soltanto italiano, ma mondiale. Il New York Times, ad esempio, ha pubblicato un lungo reportage dedicato a uno degli stati più piccoli del mondo (appena 34mila abitanti). La ragione? L’autorizzazione, e l’impiego, del vaccino più discusso. Si parla naturalmente del Gam-COVID-Vac, sviluppato dall’istituto moscovita Gamaleya e conosciuto con il nome di Sputnik V.

Dopo il ridimensionamento degli accordi preesistenti con l’Italia, che avrebbe dovuto fare da tramite con l’Aifa e l’Ema, a seguito dell’inaspettata carenza di preparati messi in commercio dalle Big Pharma, la Repubblica di San Marino ha trovato la mano tesa di quello che nel pezzo del quotidiano newyorkese viene definito “amico di vecchia data”: la Russia. E se da un punto di vista scientifico, assicura il dottor Agostino Ceccarini, che abbiamo intervistato in esclusiva su Virgilio Notizie, l’efficacia di Sputnik V è stata approfonditamente valutata da tre comitati, parte del clamore si spiega con alcune questioni, a volte ancora irrisolte, che circondano il brevetto di Gamaleya.

Si può notare, ad esempio, che San Marino potrebbe essere l’unica eccezione in un sistema di adozioni che tiene conto o della preesistente scarsità di vaccini, come nel caso dei paesi in via di sviluppo, o delle relazioni filorusse (rispetto all’Ue, ad esempio, si registra la fuga in avanti dell’Ungheria di Orban). C’è poi il fatto che il vaccino di Gamaleya piace spesso ai sovranisti (ma non esclusivamente) e che da più parti, Usa in primis, Putin è stato accusato di utilizzare Sputnik come mezzo di propaganda (e il nome non alleggerisce certo i sospetti).

Ma la geopolitica potrebbe lasciare il passo a questioni di ordine meramente pratico se si guarda alla mancanza di infrastrutture e competenze sul suolo russo, evidenziata in un articolo del Corriere della Sera di ieri (ripreso a sua volta da un pezzo del New York Times): secondo questa interpretazione, l’ex Urss avrebbe bisogno di stipulare partnership con altre nazioni per delocalizzare e accelerare la produzione.

Considerazioni di questo tipo sono distanti dalla realtà sammarinese. La campagna di vaccinazioni della Serenissima Repubblica va a infatti gonfie vele.

I numeri li snocciola Agostino Ceccarini, direttore del dipartimento Cure Primarie e Salute Territoriale presso l’Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS) di San Marino e membro della commissione per i vaccini che, insieme ad altre assemblee di esperti, ha autorizzato il Gam-COVID-Vac. Il bilancio di giovedì sera conta 12.341 dosi somministrate, di cui 8.818 prime dosi e 3.523 seconde dosi. La parte del leone la fa Sputnik: sono state 7.343 le prime dosi somministrate del preparato russo e 3.065 le seconde.

Dottor Ceccarini, chi può ricevere oggi, a San Marino, il vaccino di Mosca?

Tutti quelli che non ricevono Pfizer-BioNTech. Quest’ultimo viene somministrato agli over 84 e ad alcune categorie di persone fragili, come i malati ematologici oppure oncologici. A San Marino anche i 16-17enni possono prenotarsi per essere vaccinati con Pfizer-BioNTech e con lo stesso preparato viene vaccinato il personale socio-sanitario di cittadinanza italiana ma che lavora nella Repubblica di San Marino, in quanto in Italia lo Sputnik non è stato autorizzato.

Nelle ricerche che abbiamo potuto osservare riguardo a Sputnik, le età di arruolamento differivano in ciascuna delle due braccia di controllo. Nella principale non erano presenti arruolamenti di persone maggiori di 84 anni, per questo, secondo un’ottica prudenziale, abbiamo deciso di rendere eleggibile una fascia di età più specifica.

A che prezzo è stato acquistato Sputnik? Si tratta di un costo maggiore o minore di quello previsto per Pfizer-BioNTech?

Non conosco il prezzo del vaccino, che è parte di un accordo tra segreterie di stato che si occupato di affari esteri, ma dovrebbe essere leggermente inferiore a quanto pagato per Pfizer-BioNTech.

Sulla base di quali evidenze avete scelto di utilizzare il preparato russo nella campagna di vaccinazioni?

Dell’approvazione dei vaccini in vista del loro impiego a San Marino si occupano un comitato di bioetica, un’autorità sanitaria e una commissione per i vaccini, di cui faccio parte anche io. Nel complesso, questi tre organismi sostituiscono il contributo di un vero e proprio ente regolatorio (assimilabile all’Aifa, ndr) e hanno dato il là alla segreteria di stato per aprire la trattativa con la Russia.

Per quanto riguarda la valutazione, ci siamo rifatti al materiale scientifico già disponibile e in particolare a un articolo pubblicato su The Lancet. Abbiamo inoltre accolto con piacere le valutazioni positive espresse nella rolling review dell’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma. Infine ci è stato dato accesso al materiale scientifico russo, contenente la stessa documentazione consegnata a The Lancet, ma più precisa.

Sono stati registrati effetti collaterali di particolare intensità dopo la somministrazione di Sputnik?

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, è a disposizione dei cittadini vaccinati una casella mail tramite la quale è possibile inviare un questionario. Chi si è fatto sentire rappresenta l’1 per cento dei destinatari del vaccino, un dato complessivo che tiene conto anche degli effetti collaterali dopo Pfizer-BioNTech, assimilabili a quelli di Sputnik. Si è trattato di febbre, dolore nella sede di immissione, etc. C’è stato un solo caso di reazione allergica (con Sputnik) che è stata risolta in pronto soccorso senza particolari problemi. Tutto sommato, nel complesso i dati sono sovrapponibili a quelli del vaccino pediatrico.

Come ha reagito la cittadinanza alla prospettiva di ricevere un vaccino non ancora autorizzato dall’Ema?

Premetto che sono personalmente coinvolto nella campagna vaccinale: ho notato una reazione molto positiva rispetto alla possibilità di ricevere il vaccino russo, i cui sponsor tra l’altro stanno aumentando.

Sono ancora molti gli italiani che hanno chiesto di essere vaccinati a San Marino con Sputnik?

Ogni giorno una buona parte di nuove mail arrivate nella mia casella di posta elettronica contiene richieste di cittadini italiani non frontalieri che intendono vaccinarsi. Al momento la stima è di decine, sicuramente più di ottanta. A volte si è trattato di persone che vivono distanti dalla Repubblica di San Marino e che magari hanno offerto prezzi importanti. Tuttavia, come ho in più sedi ribadito, noi vacciniamo prima i cittadini di San Marino, poi gli italiani frontalieri, quindi gli italiani non frontalieri, ma solo se la politica trova un accordo su questo.

Salvini a inizio marzo ha proposto di estendere la somministrazione di Sputnik a chi abita nei dintorni della Repubblica. Sarebbe fattibile?

Sarebbe possibile vaccinare i residenti nell’area di San Marino (cittadini di Emilia-Romagna e Marche) ma servirebbe un accordo con il ministero della Salute italiano per una liberatoria, riguardante un vaccino ancora in fase di approvazione (lo Sputnik). Infatti non abbiamo una quantità di Pfizer-BioNTech da somministrare a circa 6mila frontalieri. Come responsabile della campagna, riuscire a vaccinarli significherebbe incidere direttamente sul raggiungimento dell’immunità di gregge.

La revisione dell’Ema sembra andare decisamente per le lunghe, soprattutto se la si confronta con il via libera sammarinese. Crede stia andando troppo a rilento?

Credo che i tempi dell’Ema possano risultare più lunghi a causa di difficoltà nel raccogliere i dati sui siti di produzione del vaccino, dei quali viene verificata la completa idoneità. Magari questo passaggio sta incontrando qualche ostacolo.

Perché i Sputnik non è stato candidato subito al processo di revisione dell’agenzia per la regolamentazione del farmaco in Ue?

Personalmente credo abbia giocato un ruolo il raffreddamento delle relazioni tra Russia e Ue, per questioni che non riguardano direttamente il vaccino. Potrebbe esserci di mezzo anche una questione di orgoglio nazionale russo: non facendo parte dell’Ue, forse la Russia non ritiene di avere bisogno dell’approvazione dell’Ema per un vaccino sulla cui efficacia garantisce.

Vi aspettavate un aiuto maggiore dall’Italia?

Parlo a nome di privato con la doppia cittadinanza (italiana e sammarinese, ndr): sì, mi sono sentito abbandonato. Capisco la penuria di dosi, ma ne sarebbero bastate mille, per l’Italia non è molto. Avremmo quantomeno dato un segnale, invece per mesi non è arrivato neanche un vaccino.

Più di un articolo sostiene che la Russia faccia di Sputnik un utilizzo propagandistico. Lei è d’accordo? San Marino rientra nei piani della propaganda di Putin?

Questo è un discorso di tipo politico che esula dalle mie competenze. Per fatto che la Russia ci abbia dato una mano, a due mesi dall’inizio della campagna di vaccinazione, mentre la popolazione interna scalpitava, non posso che dire grazie.

VirgilioNotizie | 02-04-2021 18:11

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