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Covid, Barbara Gallavotti smentisce Matteo Salvini sulle varianti

Matteo Salvini, ha dichiarato che le varianti nascono come reazione al vaccino: a smentire il leader della Lega, Barbara Gallavotti

Venerdì 10 settembre il leader della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato ai microfoni della trasmissione ‘L’aria che tira’, in onda su La7, che “le varianti nascono come reazione al vaccino“. Pochi giorni dopo, il 14 settembre, sul tema è intervenuta Barbara Gallavotti, autrice di Super Quark e consigliera del Museo nazionale della scienza e della tecnica di Milano, durante ‘Dimartedì’. La divulgatrice ha smentito le parole del segretario del Carroccio.

Covid, Matteo Salvini sulle varianti: cosa ha detto

Ma cosa aveva detto, esattamente, Matteo Salvini? Secondo il leader della Lega “il problema non sono i non vaccinati, ma il virus che varia. Le varianti nascono come reazione ai vaccini“.

Tra i primi a polemizzare, il virologo Roberto Burioni che su Twitter aveva riportato la frase di Salvini, commentandola così: “Voi capite perché sono scoraggiato?“.

Al leader della Lega, da più parti, è stata contesta la sua affermazioni: le varianti del coronavirus più preoccupanti attualmente in circolazione infatti sono nate prima dell’inizio della campagna vaccinale.

Covid, Barbara Gallavotti smentisce Matteo Salvini sulle varianti

A smentire l’affermazione di Salvini è intervenuta anche Barbara Gallavotti, autrice di Super Quark e consigliera del Museo nazionale della scienza e della tecnica di Milano, durante la puntata di ‘Dimartedì’, in onda su La7 il 14 settembre.

La divulgatrice ha detto che “le varianti pericolose sono tutte nate prima che cominciassero le vaccinazioni di massa. Per esempio, la Delta risale a dicembre 2020-gennaio 2021. Sono 8 mesi che abbiamo questa variante”.

Anche la Mu “è 8 mesi fa in Colombia. La Delta, la Lambda, sono tutte nate quando i vaccini non c’erano“.

Quindi, l’osservazione: “Se avere degli anticorpi spinge le varianti a progredire, questo vale anche se abbiamo gli anticorpi se ci siamo ammalati: cosa facciamo? Ci ammaliamo tutti o cerchiamo di salvarci la vita con i vaccini?

Covid, Barbara Gallavotti sugli effetti del Covid

La divulgatrice si è poi soffermata sugli effetti a medio-lungo periodo del Covid: “Moltissime persone che sono state contagiate, a mesi di distanza, lamentano ancora dei sintomi che non riescono a passare e che sono invalidanti. Invece i vaccini a mesi di distanza dalla somministrazione non hanno dimostrato niente del genere”.

Riguardo a quest’ultimo passaggio, la Gallavotti ha spiegato che “uno studio ha ribadito il loro estremo livello di sicurezza. Quando un vaccino ha effetti collaterali gravi, in genere si verificano immediatamente pochi giorni dopo la somministrazione: l’unico caso in cui un vaccino è stato messo in relazione a effetti collaterali a distanza di 4-6 mesi dalla somministrazione riguarda casi rarissimi nel Nord Europa in seguito alla vaccinazione dell’influenza suina nel 2009. Rarissimi casi di narcolessia. Non si è capito come il vaccino potesse essere coinvolto, ma rappresenta un caso unico”.

“Ormai i vaccini anti Covid sono somministrati da mesi a centinaia di migliaia di persone: solo Pfizer, tra Europa e Stati Uniti, è stato somministrato a 300 milioni di persone. Credo che rinunciare al beneficio del vaccino – ha concluso – è come decidere di scendere da una parete di roccia perché si ha paura di scivolare sul sentiero di montagna. Si può scivolare sul sentiero di montagna, ma rischio di più sulla parete di roccia. Non è vero che i vaccini non sono stati testati, né sono stati preparati ‘troppo’ in fretta”.

VirgilioNotizie | 15-09-2021 08:33

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