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Russia-Usa, così è salita di nuovo la tensione: cosa ha detto il ministro estero russo sulla guerra nucleare

Si inaspriscono i toni a livello diplomatico e si allontana la possibilità di una risoluzione della crisi ucraina

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

La pace tra Ucraina e Russia pare ogni giorno più lontana. A crescere invece è la tensione tra Mosca e l’Occidente. Anche nelle scorse ore i vertici del Cremlino e quelli Usa sono stati protagonisti di dichiarazioni tutt’altro che volte a stemperare il clima incandescente venutosi a creare dopo l’avvio dell'”Operazione speciale” lanciata da Vladimir Putin.

Russia, le teorie dei vertici del Cremlino: “Mosca vuole la pace, la Nato no”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha dichiarato che la Russia non si considera in guerra con la Nato, salvo poi aggiungere che nel momento in cui Mosca dovesse ritenere di essere piombata in un conflitto con l’Alleanza ci sarebbe un aumento circa i rischi di una guerra nucleare.

“Non ci consideriamo in guerra con la Nato, perché questo sarebbe un passo che aumenterebbe i rischi di quanto appena discusso”, ossia l’avvio di un funesto conflitto nucleare, ha dichiarato il ministro del Cremlino in un’intervista al canale televisivo Al-Arabia.

Lavrov ha aggiunto: “Purtroppo, c’è la sensazione che la Nato creda di essere in guerra con la Russia”, portando come esempio le “dichiarazioni dei vertici dell’Alleanza Atlantica, degli Stati Uniti e dei leader europei, in particolare in Gran Bretagna, Polonia, Francia e Germania, i quali dicono che la Russia deve essere sconfitta”.

Il presidente ucraino Zelensky ha posto l’attenzione sul possibile naufragio dei negoziati: “Il rischio di chiudere i colloqui di pace è alto”. Nel frattempo il Pentagono ha reso noto che saranno inviate nuove armi a Kiev entro 24 ore con il presidente Joe Biden che ha sollecitato il via libera del Congresso ai nuovi fondi per 33 miliardi di dollari.

In un simile contesto, Lavrov, stavolta in un’intervista rilasciata alla testata cinese Xinhua, ha sostenuto che “il sostegno della Nato all’Ucraina ostacola il raggiungimento di un accordo politico per porre fine al conflitto”.

Secondo il ministro degli esteri russo, Mosca starebbe lavorando per la pace mentre gli Stati Uniti e la Nato no, perché se fossero “veramente” interessati a risolvere la crisi ucraina, “dovrebbero smettere di inviare armi” a Kiev. “Esprimendo pubblicamente sostegno al regime di Kiev – ha aggiunto -, i paesi della Nato stanno facendo di tutto per impedire la fine dell’operazione con accordi politici”.

La Russia è favorevole al proseguimento dei negoziati con l’Ucraina, ma l’ostacolo è rappresentato “dalle azioni incendiarie” dell’Occidente, ha affermato Lavrov. E ancora: “Siamo favorevoli al proseguimento dei negoziati, anche se non stanno andando bene. Cosa li impedisce? Ad esempio, la retorica militante e le azioni incendiarie dei sostenitori occidentali di Kiev”.

Per Lavrov la colpa della mancata pace è quindi dei paesi occidentali che incoraggiano Kiev “a combattere fino all’ultimo ucraino”, fornendo armi al Paese e impedendo i negoziati. “Sono convinto che sarà possibile raggiungere accordi solo quando Kiev inizierà a farsi guidare dagli interessi del popolo ucraino e non da consiglieri lontani”, ha tuonato il ministro che ha ricordato che le delegazioni russa e ucraina continuano i negoziati incontrandosi quotidianamente in videoconferenza.

Combattenti in Ucraina.Fonte foto: ANSA
Combattenti in trincea in Ucraina

Usa e Russia, sale la tensione: accuse incrociate

Le esternazioni di Lavrov sono giunte dopo ore infuocate a livello diplomatico. Ad accendere il dibattito è stato il portavoce del Pentagono, John Kirby, che ieri ha parlato di “brutalità più depravata” a proposito delle azioni russe in Ucraina.

Sono “offensive e inaccettabili” le dichiarazioni  di John Kirby ha affermato su Telegram l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov. “Sorprende il fatto che che tesi così provocatorie provengano da un ex militare che è ben consapevole del significato delle parole”, ha aggiunto Antonov, ricordando che i funzionari russi non si sono mai concessi tali dichiarazioni sulla leadership degli Stati Uniti d’America.

“Qui è diventata la norma che i funzionari dell’amministrazione abbaiano i loro giudizi sulle oscene menzogne delle autorità ucraine. Allo stesso tempo, non vogliono notare gli innumerevoli crimini del regime di Kiev“, ha detto ancora Antonov, aggiungendo che gli Stati Uniti “continuano a pompare armi in Ucraina”.

Secondo Antonov, l’obiettivo prioritario del portavoce del Pentagono e dei suoi colleghi è generare entrate aggiuntive per il complesso militare-industriale statunitense e svuotare i loro magazzini dalle armi obsolete. Quindi, ha terminato il diplomatico, si ha la sensazione che “le autorità statunitensi non siano interessate a un cessate il fuoco”.

biden-putin-armi Fonte foto: ANSA
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