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Oligarca russo morto dopo il massacro familiare: "Non è stato lui", parla il figlio di Protosenya

Sergey Protosenya non sarebbe morto suicida dopo aver ucciso la moglie e la figlia, come ha dichiarato il figlio dell'oligarca alla stampa inglese

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

L’oligarca russo Sergey Protosenya è stato ucciso. Ne è convinto il figlio Fedor, che non crede a quanto sta emergendo dalle indagini. Ovvero che il padre avrebbe prima ucciso, con armi da taglio, la moglie Natalia, 55 anni, e la figlia Maria, 18 anni, per poi togliersi la vita, impiccandosi nel giardino della sua lussuosa casa vacanze in Costa Brava, nella regione della Catalogna.

Le forze dell’ordine spagnole ritengono che il 55enne, in passato vicepresidente del colosso energetico Novatek, avrebbe massacrato le due donne e si sarebbe poi suicidato in un raptus. Ipotesi respinta categoricamente dal figlio, che invece sostiene che tutti e tre siano stati uccisi.

Sergey Protosenya, caso di omicidio suicidio? Cosa non torna

“Mio padre non è un killer“, ha dichiarato Fedor Protosenya ai MailOnline. Secondo il quotidiano inglese, l’uomo non avrebbe lasciato alcun messaggio, e non sarebbero state riscontrate impronte digitali sul coltello e sull’ascia usati per uccidere la moglie e la figlia. Inoltre sul corpo dell’oligarca russo non sarebbero stati trovati schizzi o macchie di sangue.

Gli investigatori spagnoli sono trincerati dietro il segreto istruttorio, e non sono stati resi noti i dettagli dell’inchiesta e delle analisi condotte sui tre cadaveri trovati nella villa in Costa Brava.

Cosa ha dichiarato il figlio dell’oligarca russo Sergey Protosenya

Fedor Protosenya, studente universitario di 22 anni, non si trovava insieme al resto della famiglia perché aveva deciso di passare la Pasqua ortodossa nella residenza del padre a Bordeaux, in Francia.

“Amava mia madre e soprattutto mia sorella Maria. Lei era la sua principessa. Non avrebbe mai potuto fare loro del male. Non so cosa sia successo quella notte, so soltanto che non è stato mio padre“, ha dichiarato il giovane ai cronisti, nonostante la polizia catalana gli abbia chiesto di non lasciare dichiarazioni pubbliche sul caso.

La ricostruzione del ritrovamento dei tre corpi a Lloret De Mar

Sarebbe stato proprio il 22enne a dare l’allarme, non riuscendo a mettersi in contatto telefonico con il resto della famiglia martedì scorso, il 20 aprile. Al loro arrivo nella villa, gli agenti hanno ritrovato Sergey Protosenya con una corda al collo in giardino, e i corpi mutilati di Natalia e Maria all’interno dell’abitazione.

Il capo della polizia regionale, il commissario Josep Milan, ha dichiarato che tutte le prove ricondurrebbero a un doppio omicidio e un suicidio. “Gli investigatori si stanno concentrano su una persona che si è tolta la vita e su due persone che sono state uccise in una casa. Questo è quello su cui stiamo lavorando”, ha fatto sapere a mezzo stampa.

Il giallo degli altri oligarchi russi morti in circostanze sospette

Quanto avvenuto a Lloret de Mar non è un caso isolato. Si tratta infatti della quarta morte in circostanze misteriose di un oligarca russo strettamente legato a Vladimir Putin e all’industria energetica di Mosca.

Oligarca russo morto dopo il massacro familiare: "Non è stato lui", parla il figlio di Protosenya
Stand della Novatek al Forum Economico Internazionale di San Pie…

Solo alcuni giorni prima è stato il turno di Vladislav Avayev, 51 anni, ex presidente di Gazprombank, branca finanziaria del colosso del gas Gazprom, e funzionario del Cremlino. L’uomo è stato trovato morto nel suo attico moscovita insieme alla moglie Yelena e alla figlia 13enne Maria. Anche in quel caso si è parlato di omicidio suicidio.

A febbraio sono stati trovati, ognuno nella propria casa all’interno di un complesso residenziale di lusso a San Pietroburgo, i corpi massacrati dei dirigenti di Gazprom Alexander Tyulakov e Leonid Shulman.

Sergey Protosenya ucciso dai colossi del gas? La nota aziendale

Riguardo la morte di Sergey Protosenya ci sono speculazioni sul ruolo della stessa Novatek, la compagnia del gas russo di cui l’uomo è stato presidente prima di ritirare una buonuscita di un valore di oltre 355 milioni di euro. I suoi dirigenti potrebbero essere i mandanti del triplice delitto.

In un comunicato stampa l’azienda ha fatto sapere che “Sergey Protosenya era una persona eccezionale e un padre di famiglia meraviglioso, un professionista forte che ha dato un contributo considerevole alla formazione e allo sviluppo di Novatek”. Nella nota viene poi respinta implicitamente l’ipotesi che l’uomo abbia ucciso moglie e figlia e si sia poi tolto la vita.

policia Fonte foto: 123RF
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