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M5s, scontro Di Maio-Di Battista: i motivi dell'espulsione

Caos nel Movimento 5 stelle dopo l'espulsione di Paragone e l'intervento di Alessandro Di Battista

Con l’espulsione di Paragone continua la crisi del Movimento 5 stelle. Infatti, come riporta Ansa, ci sarebbero altri due esponenti del M5s vicini all’uscita: Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri. In più, si fa strada un nuovo avversario dei grillini alla Camera, il gruppo “Eco” guidato da Fioramonti.

Dopo l’intervento di Alessandro Di Battista, secondo il quale “Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali”, il leader del M5s Luigi Di Maio ha provato a calmare i suoi con un post su Facebook.

“C’è qualcuno che pensa che il Governo precedente fosse migliore di questo”, ha esordito Di Maio. “Io penso che i conti si debbano fare alla fine. Ho sempre e solo pensato a portare a casa i risultati per gli italiani”.

Poi il bilancio dell’anno appena trascorso: “Vorrei dedicare questo 2020 a tutti coloro che ad agosto mi dicevano che anche con questo Governo non avremmo mai approvato il taglio dei parlamentari. Lo abbiamo fatto l’8 ottobre 2019. A tutti quelli che dicevano che anche con questo Governo non avremmo approvato il carcere per i grandi evasori: lo abbiamo fatto a dicembre con il Decreto fiscale. E a tutti quelli che dicevano che anche con questo Governo non saremmo riusciti a far entrare in vigore la nuova legge sulla prescrizione: è successo ieri, 1 gennaio 2020”.

“Da quando siamo al Governo ho imparato che ogni giorno c’è qualcuno che cerca un motivo per scoraggiarti“, ha aggiunto, “dicendoti che ‘quella cosa non ve la faranno mai passare’. Poi però, quando la otteniamo, è già pronto a dirti cos’altro non riusciremo ad ottenere. È un continuo, ma non importa. Quel che conta, appunto, sono i risultati. E secondo me dovremmo avere un po’ più di amor proprio”.

Infine, il riferimento a Gianluigi Paragone, anche se indiretto: “Qualcuno dice che non contano i numeri, ma la qualità. Sono pronto a confrontarmi anche su quello. Le nostre leggi vanno sostenute e difese, perché sono diretta espressione dei cittadini. E’ in questo modo che difendiamo i principi e i valori del Movimento”.

Intanto, come riporta Repubblica, chi ha parlato con Di Maio ha riferito che sarebbe stata la paura dell’anarchia a fargli prendere la decisione di espellere Paragone: “Pluralismo non significa anarchia”, avrebbe detto Di Maio ai suoi, “il Movimento è fatto di tante voci, mi auguro che tutte siano presenti agli Stati generali di marzo, ma non è possibile accettare che ognuno faccia quel che vuole contro la comunità di cui fa parte”.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-01-2020 07:45

M5S, voci di addii e tensioni: chi potrebbe lasciare il Movimento Fonte foto: Ansa
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