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M5s, Paragone espulso dal partito: interviene Di Battista

Il senatore è stato espulso per il voto espresso in difformità dal gruppo parlamentare sulla legge di bilancio

Il 2020 del Movimento 5 Stelle inizia tra le polemiche dopo che ieri il Collegio dei Probiviri, composto da Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Dadone, ha disposto l’espulsione dal partito del senatore Gianluigi Paragone. Secondo quanto riportato dall’Ansa l’espulsione, comunicata all’interessato, sarebbe stata motivata anche con il voto espresso in difformità dal gruppo parlamentare sulla legge di bilancio.

La cacciata dal partito del senatore era nell’aria già da tempo, il giornalista infatti da diversi mesi non risparmiava critiche ai vertici e ai colleghi.

“Sono stato espulso dal nulla. C’era una volta il 33%….ora..”. Così Paragone, sulla carta intestata del Senato in un messaggio scritto a penna, ha commentato a caldo sui social l’espulsione dal partito.

Cacciato dal Movimento, Paragone attacca Di Maio

Intervistato successivamente da Tgcom24 il senatore ha dichiarato: “Sono stato espulso dal nulla. Era un partito che consegnava un sogno agli italiani, ma quando perdi due elettori su tre capisci che ti espelle il nulla“.

“Sono uno dei tanti espulsi del movimento di palazzo. Ormai il M5s si è accomodato nel palazzo, è un Movimento che si è messo le pantofole” lo sfogo di Paragone.

Il senatore poi ha ammesso anche di aver ricevuto tanti messaggi di solidarietà: “C’è una grande rabbia di quegli attivisti che pensavano che il Movimento fosse anti-sistema e che si sta ritrovando tra le mani un partito di sistema. È così”.

Infine la stoccata al partito e a Di Maio: “Cosa farò? Vediamo, racconterò alcuni retroscena di questa espulsione, perché ci sono particolari succosi. Di Maio? È l’uomo che ha accumulato più poltrone di qualsiasi altro“.

Espulsione Paragone, le reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni dal mondo politico sull’espulsione del senatore pentastellato.

A difenderlo ci ha pensato la senatrice Barbara Lezzi: “Gianluigi Paragone è e resta un mio collega. Fino a quando, e sono certa che continuerà così, lavorerà senza sosta per i deboli, per assicurare un salario minimo decente, per fare in modo che le multinazionali osservino le leggi del nostro Paese resterà un mio collega. Fino a quando avrà il coraggio di non rispondere né alla Lega, né al PD, né ad altri ma solo al buonsenso e alle sue idee, come sempre ha fatto, resterà un mio collega. Per il resto, non sono permalosa. Non è una buona idea espellere gli anticorpi, caro Movimento 5 Stelle. In alto i cuori”.

Anche Alessandro Di Battista ha preso le difese del giornalista: “Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali. Non c’è mai stata una volta che non fossi d’accordo con lui. Vi esorto a leggere quel che dice e a trovare differenze con quel che dicevo io nell’ultima campagna elettorale che ho fatto. Quella da non candidato, quella del 33%. Buon anno a tutti amici miei”.

Un elogio a cui Paragone, su Facebook, ha replicato così: “Ringrazio Alessandro Di Battista per le belle parole che usato per me, in mia difesa. Ale rappresenta quell’idea di azione e di intransigenza che mi hanno portato a conoscere il Movimento: stop allo strapotere finanziario, stop con l’Europa di Bruxelles, stop con il sistema delle porte girevoli, lotta a difesa dei veri deboli, stop alle liberalizzazioni che accomunano Lega e Pd. Io quel programma lo difendo perché con quel programma sono stato eletto. Ale lo sa”.

All’attacco invece Morra: “Gianluigi, certamente stiamo operando scelte non sempre lucide, non sempre felici. Certamente non siamo quelli del 4 marzo 2018, esattamente come non siamo più quelli del 4 ottobre 2009 o del 25 febbraio 2013. Ma se ci definisci il “nulla”, come si legge, perché rimanevi nel “nulla” prima di essere espulso?”.

“Se ti fai espellere e definisci i tuoi vecchi amici e compagni il “nulla”, non fai onore anche al tuo recente passato, alla tua intelligenza, a milioni di persone che quanto te, e forse ben più di te, c’hanno creduto e ci credono ancora. Ti rispetto, ma le parole hanno un senso” ha concluso il senatore 5s.

Con l’espulsione di Paragone si assottigliano così numeri M5S al Senato. Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi sono passati alla Lega ed un anno fa venivano espulsi i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis per “reiterate violazioni dello statuto”. A giugno era stata espulsa la senatrice Paola Nugnes, a settembre la senatrice Gelsomina Vono aveva aderito al gruppo Italia Viva mentre a novembre Elena Fattori era passata al gruppo Misto.

VIRGILIO NOTIZIE | 02-01-2020 10:50

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