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Il processo contro la Juventus dopo l'inchiesta Prisma va a Milano: perché è una vittoria per i bianconeri

Il processo sull'inchiesta Prisma si sposta a Milano e la Juventus può sorridere per la decisione della Cassazione

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Nonostante il processo non sia ancora concluso, la Juventus può sorridere e tirare un sospiro di sollievo. La Cassazione, infatti, ha deciso di spostare il processo sui conti bianconeri, la cosiddetta inchiesta Prisma, a Milano, scelta del procuratore generale che fa piacere alla Vecchia Signora che aveva spinto più volte per questa soluzione.

Inchiesta Prisma a Milano

La Juve può mettersi in tasca una vittoria importante, seppur non quella decisiva. La decisione del procuratore generale della Cassazione in merito alla questione di competenza territoriale sollevata su istanza delle difese dal tribunale di Torino, infatti, ha sorriso ai bianconeri.

Il pg ha infatti deciso di spostare da Torino a Milano il processo, dato che è lì che risiede la Borsa e dove si sarebbe consumato l’eventuale reato della società bianconera sulle presunte violazioni contabili e sul falso in bilancio. Il giudizio arriverà il 6 settembre, ma non dovrebbero esserci ribaltamenti sulla decisione presa dal sostituto procuratore generale Luigi Cuomo.

Perché è una vittoria

Lo spostamento di sede, da Torino a Milano, era stato chiesto più volte e a gran voce dalla Juventus che ora può sorridere. Ma perché si tratta di un successo per la società piemontese?

Si tratta di una buona notizia perché, dato anche il clima colpevolista che si era ormai radicato a Torino, il trasferimento a Milano può permettere ai bianconeri di sperare sull’esito positivo della questione. Infatti, molto spesso, in situazioni analoghe i giudici del capoluogo lombardo hanno sempre archiviato senza neanche andare a processo.

Una nuova sentenza contro Agnelli

E Andrea Agnelli, che tanto aveva voluto e spinto per la decisione del trasferimento a Milano del processo, può sorridere nonostante la recente nuova sentenza che lo ha coinvolto.

Il processo contro la Juventus dopo l'inchiesta Prisma va a Milano: perché è una vittoria per i bianconeriFonte foto: ansa
Andrea Agnelli (al centro), con Maurizio Arrivabene (sinistra) e Pavel Nedved (destra)

L’ex presidente bianconero, infatti, è stato raggiunto dall’esito della sentenza definitiva che ha portato il Tribunale Federale a condannarlo a 16 mesi di inibizione e al pagamento di una multa di 60.000 euro. La sentenza, emessa lo scorso 10 luglio, è immediatamente effettiva.

Per il secondo filone d’indagine Agnelli era rimasto l’unico imputato dopo i patteggiamenti dello scorso 30 maggio per gli altri dirigenti deferiti, con l’ex presidente che non aveva accettato l’accordo con la procura. E così, con i 16 mesi decisi dal Tribunale, a oggi Agnelli conta 3 anni e 4 mesi di squalifica, somma di quelli citati e dei 2 anni inflitti per il caso plusvalenze.

juventus Fonte foto: ANSA
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