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Esposto contro Salvini e Piantedosi: perché la strage di Cutro potrebbe arrivare al Tribunale dei ministri

I due ministri potrebbero finire nell'indagine della Procura e davanti al Tribunale dei ministri per le responsabilità del mancato salvataggio

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La strage dei migranti di Cutro potrebbe arrivare davanti al Tribunale dei ministri. Rosario Russo, alto magistrato in quiescenza e già sostituto procuratore generale alla Corte di Cassazione ha presentato un esposto di 6 pagine contro Matteo Salvini e Matteo Piantedosi.

Esposto contro i ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi

L’esposto, letto da Avvenire, che ne ha riportato il contenuto, è stato presentato ai Carabinieri della Regione Lombardia ed è indirizzato a Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro.

Rosario Russo chiede alla procura di dissipare i dubbi sulla condotta della catena di comando dei soccorsi, che in base alla norme è responsabilità dei due ministri.

Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, potrebbero dover rendere conto davanti alla legge delle loro azioni.

Cosa non torna della strage di Cutro e delle azioni dei soccorsi

Nell’esposto viene ricostruita la vicenda attraverso l’informativa in Senato del 7 marzo del ministro Piantedosi, da cui emergerebbe l’ipotesi che le autorità competenti siano state avvertite dell’avvistamento dell’imbarcazione dei migranti.

Esposto contro Salvini e Piantedosi: perché la strage di Cutro potrebbe arrivare al Tribunale dei ministriFonte foto: ANSA
Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno.

Il magistrato in pensione spiega anche che le autorità competenti conoscevano il fenomeno degli “sbarchi autonomi” che giungono sulle nostre coste senza essere intercettate.

E per questo avrebbero dovuto dedurre che l’imbarcazione fotografata dall’aereo di Frontex avrebbe potuto tentare di arrivare sulle coste italiane, considerata la risposta termica dei sensori di bordi, e quindi la possibile presenza di persone sottocoperta.

Nel documento viene spiegato che l’intervento “propriamente salvifico” della Guardia Costiera, dipendente dal ministro delle Infrastrutture, viene attivato anche solo davanti a un sospetto di una situazione pericolosa in mare.

Questo avviene anche nei casi in cui non sia espressamente denunciata, considerando il modus operandi degli scafisti, che spesso cercano di impedire il rilevamento delle persone a bordo.

Gli interrogativi sulla sinergia tra le autorità italiane

Rimangono poi degli interrogativi che riguardano la rete radar costiera, che sarebbe stata consultata dalla Guardia di Finanza con molto ritardo.

E il mancato intervento della Autorità marittima e della Guardia Costiera, rimaste silenziose nonostante “l’acclarata impotenza della Gdf” e le segnalazioni da parte di Frontex.

Cooperazione? Sinergia? Centri di coordinamento?”. Con questi tre interrogativi sul lavoro delle autorità si conclude l’esposto di Rosario Russo.

Nicola Gratteri ora dovrà valutare se aprire un fascicolo per omissione di soccorso o altre ipotesi di reato, ed eventualmente mettere sotto inchiesta i due ministri.

La Procura di Crotone sta già indagando per omicidio colposo, su quattro presunti scafisti, e sul funzionamento della macchina dei soccorsi.

salvini Fonte foto: ANSA
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