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Draghi: "Mi vaccino con Astrazeneca. Mio figlio lo ha già fatto"

Mario Draghi annuncia che si vaccinerà con il siero AstraZeneca: suo figlio lo ha già ricevuto a Londra

Il premier Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui ha illustrato assieme ai ministri Daniele Franco e Andrea Orlando il Dl Sostegni, ha parlato anche della situazione dei vaccini relativi all’Italia e in particolare del caso AstraZeneca, la cui somministrazione è stata sospesa nei giorni scorsi (attualmente, dopo il parere dell’Ema, il siero ha ricominciato ad essere inoculato).

Draghi e la campagna vaccinale

Il presidente del Consiglio, nell’affrontare il tema vaccini, ha sfoderato anche l’arma dell’ironia, rispondendo ad alcune teorie circolate in questi giorni che insinuavano che dietro al caso AstraZeneca e la relativa sospensione ci fosse lo zampino della Germania.

“Quando un’agenzia europea (Ema, ndr) ci dice: ‘Continuate ma voglio prendermi un po’ di tempo per vedere se è sicuro’, se ci si mettesse nei panni miei o di altri governanti che avreste fatto? Avreste detto ‘proviamoci’? Su questo, gli scienziati hanno dato pareri diversi, la decisione non è stata presa per imitazione o per tutelare interessi tedeschi, nulla del genere”, ha spiegato Draghi.

“D’altronde – ha aggiunto – c’è anche da dire che c’è stato un calo, ma solo in un giorno le vaccinazioni sono scese da 150 a 100mila, poi sono state quasi compensate” dall’inoculazione di vaccini prodotti da altre case farmaceutiche.

“C’è stato un rallentamento, ma non disastroso – ha puntualizzato il premier – mi aspetto che sia temporaneo, se necessario valuteremo se fare una campagna ma credo che alla fine sarà la razionalità degli italiani a decidere su questo. Se ci sarà un effetto, credo che sarà temporaneo. L’obiettivo è di arrivare a 500mila dosi a metà aprile, siamo arrivati ora a 165 mila, a giugno contiamo di aumentare ancora”, ha ripetuto il premier.

Il presidente del Consiglio ha anche espresso un pensiero personale: “Non ho ancora fatto la prenotazione del vaccino, ma la mia classe di età è entrata” tra quelle che possono accedere alla somministrazione. “Lo farò e farò AstraZeneca, certo. Mio figlio l’ha fatto l’altro ieri a Londra, non c’è nessun dubbio”.

Draghi: ripartenza scuola è una “priorità, difformità tra regioni è qualcosa di negativo”

Capitolo scuola: Draghi ha sottolineato che è una delle priorità assolute e che sarà “la prima attività ad essere riaperta, quando il contagio lo permetterà. La prima attività che verrà riavviata”.

Il premier ha poi ammesso che la difformità delle regioni nella campagna vaccinale “è qualcosa di negativo da superare con l’intervento dello stato”.

Draghi: “Mes non è prioritario ora. Sputnik? Se l’Ue approva bene”

Spazio anche al tema Mes, che è scomparso dal dibattito politico e pubblico. “Al momento il livello dei tassi di interessi è tale che prendere il Mes non è prioritario”, ha spiegato, aggiungendo che i fondi riguardano gli interventi sulla Sanità e il governo “valuterà se ne vale la pena” usufruirne “solo quando ci sarà un piano sanità condiviso dal parlamento e dall’opinione pubblica”.

Circa l’eventualità di poter sfruttare il vaccino russo, lo Sputnik V, si è allineato sulla posizione ‘pragmatica’ di Angela Merkel: “Se l’Ue procede con l’approvazione bene, altrimenti si procederà in altro modo”.

“Se il coordinamento Ue viene meno bisogna essere pronti a far da soli”, ha aggiunto, sempre nel solco di un pragmatismo volto a prevenire e trovare soluzioni ai problemi.

VirgilioNotizie | 20-03-2021 06:50

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