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Draghi: come sono andate le consultazioni, cosa succede adesso

Quali sono le posizioni dei partiti dopo il secondo giro di consultazioni con Mario Draghi e cosa succede adesso

Il premier incaricato Mario Draghi ha concluso il secondo giro di consultazioni e si prepara ad affrontare i passaggi successivi. Il prossimo appuntamento è al Quirinale, per riferire al Capo dello Stato Sergio Mattarella l’esito dei colloqui con le forze politiche. Tra sorprese, conferme e smentite, si stringono i tempi per la formazione del nuovo governo.

Le prossime tappe di Draghi: il giuramento e la fiducia

Mario Draghi è atteso prima di tutto al Colle, dove potrebbe riferire l’esito delle consultazioni al presidente Mattarella  già nella giornata di mercoledì 10 febbraio. Poi sarà la volta del giuramento di Draghi e della sua squadra, che potrebbe avvenire entro venerdì 12 febbraio. Infine, la fiducia del parlamento potrebbe arrivare la settimana successiva, ovvero dopo il 14 febbraio. Secondo la prassi dell’alternanza, il primo voto di giuramento dovrebbe avvenire al Senato, per poi passare alla Camera.

L’esito delle consultazioni: le posizioni dei partiti in sintesi

Il Pd, come ha dichiarato il segretario Nicola Zingaretti, ha “apprezzato la collocazione europeista del nuovo governo” di Mario Draghi. Tra le riforme, quella “fiscale è importante”, con il rifiuto di proporre nuove tasse e il rifiuto della cultura dei condoni come soluzione a tutti i costi. Giudicata importante anche l’attenzione alla fiscalità sul lavoro.

Liberi e Uguali, similmente ai dem ha mostrato apprezzamento per la linea europeista di Draghi e ha aggiunto il pieno appoggio sulla gestione della pandemia, sul “principio di precauzione con la sanità al primo posto”.

Incontro “molto positivo” anche per Italia Viva, il partito guidato da Matteo Renzi. I punti del programma fortemente condivisi vanno dall’europeismo all’atlantismo, passando per la sostenibilità ambientale.

Forza Italia ha confermato il sostegno a Mario Draghi. Il presidente Silvio Berlusconi, la cui presenza era fino all’ultimo incerta, ha raggiunto l’ex numero uno della Bce per sollecitare “scelte di grande profilo”. La sua speranza è che Draghi tenga conto delle indicazioni dei partiti, ma “decidendo in piena autonomia”.

Pieno appoggio anche dal leader della Lega Matteo Salvini: “Vogliamo che l’Italia sia protagonista in Europa – ha dichiarato – Ci interessa che si facciano gli interessi nazionali in Ue. No a austerità, ed è condiviso. No a un patto lacrime e sacrifici”. Nessun aumento delle tasse, quindi, ma un forte piano di investimenti nei cantieri.

Resta un’incognita per il momento il sostegno del Movimento 5 stelle: all’incontro hanno partecipato Vito Crimi e Beppe Grillo. Il pilastro, dal loro punto di vista, è la transizione ambientale ed energetica, mentre “il reddito di cittadinanza ora non si tocca”. Il loro sostegno, però, potrebbe passare prima dal voto sulla piattaforma Rousseau: “Aspettiamo un attimo a fare delle domande a cui voi dovete dare delle risposte, un po’ di pazienza”, ha detto Beppe Grillo.

L’unico partito, di fatto, che non voterà la fiducia a Mario Draghi resta Fratelli d’Italia: la leader Giorgia Meloni ha fatto sapere però che non si tirerà indietro sulle proposte sui cui si troverà d’accordo. In particolare, Fdi ha chiesto di eliminare progetti quali Cashback di Stato e Lotteria degli scontrini per liberare quasi 5 miliardi di euro da destinare alle aziende in crisi.

VirgilioNotizie | 10-02-2021 06:51

Governo Draghi, totoministri sempre più "ricco": tutti i nomi Fonte foto: ANSA
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