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Governo, M5s: Di Maio e Di Battista rompono il silenzio su Draghi

Crisi di Governo, Alessandro Di Battista cerca di allontanare il M5s da Draghi: "Non cedete"

Alessandro Di Battista interviene in modo netto e cerca di dettare la linea del M5s. “Le pressioni saranno fortissime. Vi accuseranno di tutto. Di essere artefici dello spread. Di irresponsabilità. Di blasfemia perché davanti all’Apostolo Draghi non vi siete genuflessi. Voi non cedete”, scrive su Facebook, proprio mentre il M5s sta tentando di trovare una sintesi sulla posizione da tenere in merito al dare o meno la fiducia a un eventuale esecutivo capeggiato dall’ex numero uno della Bce.

“Questa “manovra” – ha proseguito Di Battista – è stata pensata ad hoc per indebolire il Movimento e plasmare il Recovery ad immagine e somiglianza di Confindustria. Non cedete. Dovranno farcela con le loro forze, non con il nostro avallo”.

“La linea era chiara ed era sostenuta dalla maggior parte degli italiani: Sì Conte Presidente del Consiglio e NO Renzi al governo. Qualsiasi sostegno (diretto, indiretto o mascherato) ad un governo Draghi diventerebbe un NO Conte Presidente del Consiglio e Sì a Renzi. Ovvero a colui che ha creato tutto questo. È inaccettabile”, ha concluso il pentastellato.

Governo Draghi, M5s discute la posizione da tenere: ipotesi voto Rousseau

La posizione inflessibile di Di Battista rappresenta una delle anime del M5s. Ci sono anche posizioni più ‘morbide’. Al netto delle diverse vedute interne, il capo politico dei pentastellati, Vito Crimi, non ha escluso che possa esserci una consultazione della base del Movimento attraverso la piattaforma Rousseau per decidere su che fronte puntare in merito alla formazione di un nuovo governo.

“Quella del voto su Rousseau è una ipotesi da non trascurare – ha detto Crimi – Ovviamente dico ipotesi perché dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo”.

Il confronto all’interno del movimento resta aperto, con i cinquestelle che parteciperanno all’incontro in videoconferenza con le delegazioni di Pd e Leu chiesto da Nicola Zingaretti.

Di Maio: “Nessuno può dividerci”

A tarda sera è intervenuto anche Luigi Di Maio, rimasto in silenzio lungo tutta la giornata. “Le regole della democrazia sono molto chiare – ha scritto su Facebook -. La volontà popolare è rappresentata dalle forze presenti in Parlamento il cui mandato, ricevuto dagli elettori, non è stato quello di un governo tecnico ma, lo ribadisco, è stato quello di proporre un governo politico al Paese che rispondesse alle esigenze degli italiani”.

E ancora: “Nel 2018 il MoVimento 5 Stelle ha preso il 33% dei voti, in Parlamento siamo la forza politica più grande e come abbiamo già dimostrato, siamo determinanti. Ora dobbiamo mostrarci compatti, serve unità. Nessuno provi a dividerci”.

VirgilioNotizie | 03-02-2021 21:18

Governo, le reazioni dei partiti dopo l'incarico a Draghi Fonte foto: ANSA
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