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Governo, concluso vertice di maggioranza: gli aggiornamenti

In vista del voto di fiducia domani e martedì alla Camera i partiti di maggioranza sembrano determinati ad andare avanti senza Renzi

Si è chiuso poco dopo le 18 il vertice di maggioranza tra i capigruppo dei partiti che sostengono il governo di Giuseppe Conte alla presenza del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. “Una riunione breve, molto tecnica. Senza numeri”, ha riferito ad Adnkronos uno dei partecipanti. Da quanto emerge, secondo Repubblica, sia il M5s sia il Pd sarebbero decisi a mantenere in vita l’esecutivo anche senza l’apporto di Italia Viva.

Il presidente del Consiglio prepara intanto il discorso in programma domani alle 12 alla Camera e martedì al Senato per le “comunicazioni sulla situazione politica in atto” dopo le quali chiederà la fiducia per raccogliere i voti necessari alla sopravvivenza del governo.

Sui numeri di una nuova maggioranza il leader di Italia Viva Matteo Renzi sembra sicuro di sè: “Il presidente del Consiglio ha detto che verrà in aula, si è detto ‘asfaltiamo Renzi’ perché ci sono i numeri per la maggioranza assoluta. Ma  non penso che accadrà questo in Senato” ha detto ospite di Lucia Annunziata a ‘Mezz’ora in più’.

“Noi non abbiamo mai pensato che l’obiettivo fosse cacciare Conte. Leggo ricostruzioni secondo cui ‘Renzi ha un problema di relazioni con Conte’. C’era un modo per cacciarlo, non dare la fiducia al Conte bis e andare al voto. Ma non mi pento di aver mandato a casa Salvini” ha detto ancora in diretta tv.

E sul voto in Aula Renzi dichiara “la fiducia non gliela votiamo. Abbiamo dato disponibilità a votare il dl ristori e lo scostamento”.

Ma in attesa dell’esito delle votazioni dei prossimi giorni, tra le fila di Italia Viva arriva la seconda defezione, con la deputata Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, che ha annunciato di votare la fiducia al governo, dopo il ritorno al Pd del deputato Vito de Filippo.

“Ho deciso di votare la fiducia al governo Conte – ha detto Michela Rostan. Lo faccio perché tra la critica al governo e la crisi di governo c’è una grande differenza, e la differenza si chiama politica, cioè ricerca delle soluzioni, tentativo di intesa.”

“Era giusto – come fatto – incalzare il governo nei suoi punti deboli, nelle incertezze e negli errori compiuti nella gestione della pandemia, sia quella sanitaria sia quella sociale ed economica; era giusto chiedere un maggiore impegno, una maggiore collegialità, un maggiore rispetto delle regole democratiche. Ma la crisi, no. Ritirare i ministri, quindi ritirare la fiducia al governo e aprire una crisi al buio, in un momento storico come questo, appare una scelta troppo severa e troppo precipitosa” ha concluso la deputata.

VirgilioNotizie | 17-01-2021 20:02

Crisi di governo: tutti gli scenari possibili Fonte foto: ANSA
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