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Covid, variante inglese: l'allarme dell'Oms per l'Europa

L'Oms è preoccupata che la variante inglese del coronavirus, più contagiosa, possa diventare dominante in Europa

La variante inglese del coronavirus, già isolata in 22 Paesi europei e 43 nel mondo, preoccupa l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’agenzia dell’Onu ha lanciato un appello all’Europa affinché si impegni in maggiori sforzi alla per fronteggiare la situazione e  contenere la diffusione della nuova variante, considerata più contagiosa.

“Per un breve periodo dovremo fare di più di quanto abbiamo fatto”, ha detto in conferenza stampa il direttore europeo dell’Oms, Hans Kluge. Il nuovo ceppo, ha spiegato, “potrebbe gradualmente sostituire altri che circolano nella regione, come si è visto nel Regno Unito e, sempre più, in Danimarca”.

Cosa sappiamo sulla variante inglese

In base ai dati raccolti finora, riporta il Corriere della Sera, la variante B.1.1.7 del virus, comunemente chiamata “inglese”, non è più letale ma più trasmissibile: è più contagiosa di circa 1,5 volte.

È quindi più pericolosa della forma attualmente dominante, perché se diventerà ampiamente diffusa porterà ad un aumento esponenziale dei contagi. Più contagi significano ovviamente più ricoveri e più decessi.

La variante inglese, diffusasi nel Regno Unito, è già stata individuata in 22 Paesi europei. Italia compresa, dove sono stati registrati circa 20 casi. La diffusione della variante, in particolare in Europa, preoccupa in quanto il sequenziamento viene gestito in maniera molto diversa nei vari Paesi.

Dove si è diffusa la variante inglese

Nel Regno Unito, dove la variante si è diffusa abbondantemente, la mappatura del genoma del virus è stata potenziata fino ad arrivare ora a sequenziare circa il 10% di tutti i casi positivi. In Italia invece il sequenziamento è stato prescritto solo nei casi di viaggiatori tornati dalla Gran Bretagna. Il resto è limitato ad alcuni studi condotti da diversi laboratori di ricerca.

La diffusione della nuova variante sta crescendo rapidamente. A Londra e nell’Est dell’Inghilterra oltre il 60% dei casi positivi a dicembre era della nuova variante, contro il 30% di novembre. In Irlanda ha raggiunto un quarto dei nuovi casi registrati.

Mentre in Danimarca, il Paese Ue più attivo nel sequenziamento del virus, la frequenza della variante è passata dallo 0,2% all’inizio di dicembre al 2,3% dopo tre settimane.

VirgilioNotizie | 09-01-2021 19:14

Coronavirus, tutte le varianti e le mutazioni scoperte finora Fonte foto: ANSA
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