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Covid, perché vedremo altri morti: la tragica previsione di Galli

Il quadro delineato da Massimo Galli è drammatico: "Purtroppo vedremo altri morti, se le terapie intensive si stanno svuotando è per i decessi"

La curva dei contagi sembra rallentare, anche se un solo dato (quello del 17 novembre, l’ultimo rilevato al momento) per poter stabilire una tendenza. Lo ha detto Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’università statale di Milano e direttore Malattie infettive dell’ospedale Sacco, ospite alla trasmissione Agorà su Rai 3.

Secondo il virologo, i dati farebbero “presumere una flessione, o almeno che si stia raggiungendo un plateau“. Questo significherebbe che staremmo assistendo ai “primi risultati, che si affermano con una certa lentezza, dei provvedimenti che sono stati presi e forse della capacità di molti italiani di mettesi autonomamente in sicurezza”. Il problema, però, riguarda le terapie intensive.

Covid, “terapie intensive si svuotano per i decessi”: la previsione di Galli

Se da una parte la curva sembra rallentare, dall’altra le terapie intensive sono vicine alla soglia critica fissata di 4 mila posti occupati.

Questo, secondo Galli, costerà la vita a tante altre persone: “Per quanto riguarda i morti – ha spiegato – ne vedremo anche altri. Questa cosa soltanto a dirla mi dà angoscia, ma ne vedremo ancora perché i processi sono in cammino: le infezioni che sono già avvenute fatalmente producono anche questo”.

“Siamo pericolosamente vicini alla fatidica soglia dei 4 mila pazienti in rianimazione – ha sottolineato -. Se le rianimazioni si svuotano, se hanno un ricambio, purtroppo lo hanno più con i decessi che con le dimissioni“.

Covid, Galli e le misure del Dpcm: “Sembrano funzionare”

Per quanto riguarda il lockdown nazionale, Galli ha ricordato che è stato sperimentato e funziona contro la diffusione del coronavirus, “ma non lo sto evocando. Il tentativo attuale ci auguriamo funzioni”.

Il riferimento è alle misure restrittive attualmente in vigore, con le Regioni divise in zone rosse, arancioni e gialle: “Bisogna verificare tempi e modi, non è detto che i tempi per ottenere risultati non debbano essere più lunghi. Il lockdown aveva reso libere da infezioni gran parte delle regioni e anche aree nelle regioni più colpite, ma continuava a esserci un serbatoio di virus in parecchie zone. Durante l’estate, su questo, è stata costruita la nuova ondata”.

Covid, Galli su Gino Strada: “Che coraggio”

Infine, un commento sulla situazione della sanità in Calabria e sul coinvolgimento di Gino Strada: “Faccio i miei migliori auguri a un amico e a una persona che stimo, eravamo compagni di università. Si tratta di un lavoro difficile”.

“Già bisogna trasferire l’esperienza di Gino e della sua organizzazione in un intervento del genere – ha aggiunto Galli -. Se si aggiunge che il suo lavoro, invece di essere universalmente apprezzato, si ritrova ancora tra l’incudine e il martello… Veramente mi vien da dire che ha un gran coraggio”.

VirgilioNotizie | 18-11-2020 10:56

Covid: l'ultimo bollettino Fonte foto: Ansa
Covid: l'ultimo bollettino
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