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Covid, pronta la bozza del nuovo piano pandemico: cosa contiene

Le misure e le indicazioni contenute nella bozza del nuovo piano pandemico nazionale

Pronto il nuovo piano pandemico nazionale 2021-23: è stata ultimata la bozza del documento che contiene le indicazioni e le misure necessarie dal punto di vista saniario per affrontare le eventuali minacce pandemiche. Un testo finito nelle ultime settimane al centro delle polemiche in quanto il precedente, relativo alle epidemie influenzali, risale al 2006 e non era mai stato aggiornato.

La bozza, che sarà sottoposta all’esame delle Regioni per poi approdare per l’approvazione in Conferenza Stato-Regioni, contiene una serie di azioni concrete da mettere in atto per far fronte ad un’eventuale minaccia sanitaria.

Nella premessa del documento, riporta il Corriere della Sera, si legge che “nel corso del 2020 è accaduto un evento del tutto inusuale” con un virus il cui contenimento “si è dimostrato di difficile attuazione”.

La pandemia di coronavirus ha dimostrato che “si può e si deve essere in grado di mobilitare il sistema per aumentare nel giro di poco tempo sia la produzione di mascherine e dispositivi di protezione individuale a livello nazionale che i posti letto in terapia intensiva, anche per far sì che non si verifichino disservizi nella assistenza e nella cura delle persone affette da malattie ordinarie (diverse dal Covid-19) quanto comuni”.

Piano pandemico: scorte e produzione

Nel piano pandemico si fa riferimento alla necessità di predisporre e mantenere in tutte le regioni scorte adeguate di farmaci antivirali e vaccini contro l’influenza. Importante anche svolgere esercitazioni periodiche.

Viene inoltre indicata l’importanza di modulare la fornitura di prodotti terapeutici e di assicurare la disponibilità di dispositivi protezione individuale. “Ciò che in pochi mesi è stato fatto per adeguare il sistema e arrivare a una sua sostanziale autosufficienza di mascherine e altri Dpi deve rimanere anche in futuro”, si legge nella bozza.

Piano pandemico: le indicazioni di carattere etico

Oltre alle misure concrete, il piano pandemico contiene anche una serie di indicazioni sul piano dell’etica relativamente alla questione dell’accesso ai servizi e ai periodi più critici.

I sanitari, si legge nella bozza, sono “sempre obbligati a fornire le cure migliori, più appropriate, ragionevolmente possibili”.  “Tuttavia, “durante situazioni di crisi, i valori etici fondamentali consentono alcune azioni che non sarebbero accettabili in circostanze ordinarie. Ciò non significa, però, modificare i principi di riferimento: occorre, invece, bilanciarli in modo diverso”.

Ad esempio, “lo squilibrio tra necessità e risorse disponibili può rendere necessario adottare criteri per il triage nell’accesso alle terapie”, “in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio”.

Piano pandemico: piani regionali e comunicazione

Nella bozza si sottolinea il ruolo della comunicazione durante una pandemia: “L’esperienza ha messo in luce la necessità di intensificare la programmazione e il coordinamento delle informazioni” e di “un piano di comunicazione, da attivare già in fase inter-pandemica al fine di favorire la promozione di comportamenti sani e corretti nell’ottica della prevenzione e prevenire la diffusione di informazioni scorrette”.

Inoltre viene indicata anche l’importanza dei piani pandemici regionali, che devono “essere attuati dopo 120 giorni dall’approvazione del Piano nazionale e ogni anno va redatto lo stato di attuazione”.

VirgilioNotizie | 12-01-2021 07:15

Zona rossa, arancione e gialla: cosa si può fare nelle regioni Fonte foto: ANSA
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