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Covid, Miozzo (Cts) avverte: movida a rischio con nuovi focolai

Il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile mette in guardia sui pericoli degli assembramenti

“Non diciamo sempre no, però dobbiamo avere chiaro che il coronavirus sta ancora circolando. E non possiamo da una parte imporre mascherine e distanze all’operaio quando lavora, poi lasciarlo libero di avere contatti ravvicinati durante una partita di calcetto. Però un’apertura si può avere se si trovano meccanismi per garantire la salute di chi gioca, stiamo dialogando anche su questo con le Regioni”. A spiegarlo è il dottor Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, intervistato da Il Messaggero.

Il medico dirige i lavori dell’équipe di esperti incaricati dalla Protezione Civile e dal Governo per delineare le regole durante l’emergenza Covid in Italia.

Cts: “La movida senza mascherine e distanze non va bene”

Siamo molto preoccupati per le immagini di assembramento della movida. Il giovane si sente invincibile e il coronavirus, statisticamente, spesso non ha su di lui effetti gravi, ma se si contagia poi quando va a casa infetta i genitori, i nonni, i più anziani e fragili”, ha spiegato il medico.

“Ci rendiamo tutti conto che parliamo di una generazione di giovani che proprio nell’entusiasmo della loro età non hanno consapevolezza del rischio, ma siamo molto preoccupati“, ha ammesso. “Non possiamo fare altro che continuare a urlare la preoccupazione. Dobbiamo migliorare la comunicazione ai giovani e la riapertura delle scuole sarà utile”.

“Dobbiamo comunicare che la movida senza prudenza, senza distanze e mascherine, non va bene. La distanza è l’unica vera prevenzione che esiste, lo dico con rammarico. Ma dobbiamo anche auspicare l’aiuto di qualche influencer. Ormai gli influencer sono i più bravi a dialogare con i ragazzi. Fa molto più effetto un influencer di una dichiarazione del coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico”, ha aggiunto.

“In Lombardia ogni giorno abbiamo 100-150 nuovi casi positivi, in altre nazioni si interviene con chiusure in presenza di un numero molto inferiore“, ha sottolineato Agostino Miuzzo.

Cts, spostamenti per le vacanze: “Rispettiamo le altre regioni”

Riguardo gli spostamenti per le vacanze, ha spiegato che “bisogna rispettare, con i comportamenti prudenti, le regioni che ci ospitano. E le zone turistiche, che giustamente vogliono ripartire, devono comunque fare prevenzione perché bastano pochi casi a causare chiusure e dunque lo stop al turismo”.

Miozzo sul pericolo di nuovi focolai e la seconda ondata

“Noi continuiamo a esaminare le richieste e i quesiti del Ministero della Salute e del Governo tutto. Rispetto all’inizio, c’è qualche elemento per prendere le decisioni. Però vediamo anche quello che sta succedendo in giro per il mondo, con le ondate di ritorno e i cluster che esplodono improvvisamente come in Germania, Cina, Corea del Sud”, ha dichiarato nell’intervista a Il Messaggero.

“Per fortuna spesso le risposte per fermare i focolai sono tempestive, ciò che non sapevamo fare a febbraio e a marzo, oggi si fa con più efficacia e si limitano i numeri. Questo in fondo ci salverà e ci traghetterà verso una nuova fase, altrimenti sarebbero dolori. La guardia rimane molto alta. Bisogna avere i riflessi veramente pronti nell’identificare, tracciare e isolare i nuovi casi”, ha sottolineato Agostino Miozzo.

Il medico si è detto colpito positivamente dalla prontezza con cui i nuovi focolai in Italia sono stati tracciati e contenuti. “Per me è una soddisfazione straordinaria, da medico e da operatore della Protezione Civile, vedere che il nostro sistema sanitario nazionale, tanto contestato, sta portando a casa risultati così importanti. È una maturazione collettiva. Ci auguriamo che questi cluster siano sempre meno“.

Cts, nuovo lockdown sarebbe un “colpo psicologico devastante”

“Io temo molto l’impatto psicologico di eventuali nuove chiusure. In linea di massima è vero che i nuovi casi sono meno gravi, perché riusciamo ad affrontarli per tempo e curarli meglio. Ma se l’epidemia andasse di nuovo fuori controllo e fossero necessarie nuove chiusure, il contraccolpo psicologico sarebbe devastante. Devo dire che la sensibilità dell’opinione pubblica e la collaborazione della gente ci sono. Si è compreso, ad esempio, che l’obbligo della mascherina al supermercato è una indicazione di auto-tutela e di tutela degli altri“, ha spiegato il tecnico.

Miozzo su app Immuni: “Alcune cose sono state spiegate male”

Riguardo l’utilizzo dell’app Immuni e la scarsa risposta nella popolazione ai test sierologici volontari della Croce Rossa, “forse alcune cose sono state spiegate male. Ma alla fine i risultati ci saranno. E con il Ministero della Salute stiamo preparando altre iniziative”.

Cts sulla riapertura della scuola, plexiglas e sierologici

Tra queste potrebbero esserci i test sierologici per tutti gli insegnanti. “Ci stiamo lavorando, ma non è semplice. Dobbiamo decidere le modalità, parliamo di 1,2 milioni di operatori delle scuole. Bisogna capire se farli a campione o a tutti, e se farli una volta o periodicamente”.

Sarebbe invece “una bugia, un’ipotesi mai presa in considerazione”, l’idea di utilizzare il plexiglas per distanziare i banchi nelle aule scolastiche. “Come Cts abbiamo indicato le distanze necessarie in aula. Tenga conto che in media un alunno in Italia ha 2 metri quadrati a disposizione, in Scandinavia 8. Non abbiamo la bacchetta magica”.

VirgilioNotizie | 27-06-2020 12:16

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