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Galli dice basta e annuncia la "quarantena televisiva": i motivi

Il direttore delle Malattie infettive del Sacco di Milano annuncia il ritiro dalle scene

Lo annuncia così l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli definendo il suo isolamento da TV e giornali di almeno 15 giorni una “quarantena televisiva“. In diretta a “Cartabianca” su Rai 3 uno dei volti più noti e seguiti tra gli esperti chiamati a spiegare l’epidemia agli italiani in questo anno e più di Covid-19, dice di averne abbastanza della ribalta e spiega il perché.

Galli dice basta e annuncia la “quarantena televisiva”: l'”ultima in tv”

“Devo lavorare molto, devo studiare, devo tenere lezioni e seminari. Devo curare malati e sono stufo di ripetere le stesse cose: 15 giorni di riposo totale, niente tv e giornali. Una quarantena televisiva? Assolutamente sì. Farò dei tweet se sarà necessario” ha spiegato a Bianca Berlinguer confermando la decisione già anticipata su La7.

Soltanto qualche giorno fa l’infettivologo aveva sbottato in TV per una polemica in proposito, con il giornalista de “La Verità” Francesco Borgonovo, che lo aveva tirato in ballo sugli assembramenti per la festa scudetto dell’Inter, alludendo ad una sua presunta simpatia politica per il sindaco Beppe Sala.

“Stasera è andata molto bene, abbiamo avuto la possibilità di dire qualcosa meno banale del solito – ha continuato Galli durante il collegamento. Ma da troppo tempo tutto è focalizzato su questioni di battaglia politica, su questa questione del coprifuoco: avevo giurato di dire questa parola solo se avessi scritto un romanzo storico… Il mio compito è dire come stanno le cose sulla base del dato scientifico e comunicare le cautele del caso, senza esasperare toni che vengono però esasperati perché quelli come me vengono collocati in un certo modo: ‘Questi sono quelli di sinistra’ e diventa una contrapposizione che non ha senso in termini scientifici e non è voluta nemmeno da altri colleghi. Non voglio essere cavalcato dalla politica o dai giornali”.

Durante l’intervento a “Cartabianca” il direttore delle Malattie infettive del Sacco è entrato però anche del merito dei prossimi sviluppi sulla situazione epidemiologica nel Paese.

Galli dice basta e annuncia la “quarantena televisiva”: il punto sul Covid-19

Ho l’impressione che si facciano le cose troppo in fretta, ma vediamo i numeri. Tra noi e la Gran Bretagna ci sono circa 30 milioni di dosi di vaccino di differenza. Noi abbiamo 40,5 dosi ogni 100 persone, loro ne hanno 78,6. I vaccini hanno un effetto, non c’è dubbio: ne avrei voluti molti di più e prima, ma questa è la situazione e mi auguro che vada sempre meglio. Non mi piace aver ragione se le cose vanno male”, è stata la sua analisi.

“Io non posso che tenere il freno a mano tirato, pur rendendomi conto che gli italiani sono stanchi della situazione oppressiva delle chiusure. Però in questi giorni abbiamo intubato dei quarantenni: è una piccola minoranza ma è una realtà che esiste” ha aggiunto Galli parlando delle prossime decisioni del governo, attese su riaperture e allentamento del coprifuoco.

Riguardo all’allargamento dell’intervallo tra la prima dose e il richiamo dei vaccini anti-Covid, Galli lo ritiene ” un escamotage, i vaccini non sono ancora presenti in numero sufficiente. È un dato di fatto che in Gran Bretagna sia stato fatto senza compromettere nulla, con i paletti dovuti per quanto riguarda le persone con immunodepressione: non possono andare fuori dal protocollo. Non possiamo accontentarci di vaccinare. Dobbiamo capire se alcune categorie, come gli immunodepressi, rispondono al vaccino. Altrimenti si rischia una falsa sicurezza: si pensa di essere a posto e non è così”.

VirgilioNotizie | 11-05-2021 23:08

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