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Covid, caos Calabria: no di Gaudio, rebus Strada. Spirlì attacca

La Calabria perde il suo terzo commissario alla Sanità in dieci giorni: si riapre l'ipotesi che porta a Gino Strada, ma fonti di governo smentiscono

Prima Saverio Cotticelli, poi Giuseppe Zuccatelli, infine Eugenio Gaudio. Non c’è pace per la sanità della Calabria, rimasta senza commissario per la terza volta negli ultimi 10 giorni. Gaudio, secondo quanto riportato dall’Ansa, avrebbe rinunciato all’incarico per motivi personali: “Mia moglie – ha spiegato – non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare”.

Matteo Salvini ha riassunto la situazione auspicando le dimissioni del ministro della Salute: “Via Cotticelli, via Zuccatelli, ora via Gaudio. Attendiamo se ne vada Speranza”.

Anche il presidente facente funzione della Regione Calabria Nino Spirlì ha chiesto le dimissioni di Speranza e spiegato perché non è ancora arrivata la nomina di Gino Strada: “Perché dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine”.

Intanto, Gino Strada ha ribadito di non aver ricevuto alcuna proposta formale.

Calabria, il commissario Gaudio si dimette: era indagato

Stando alle parole del diretto interessato, quindi, non avrebbe pesato sulla decisione la notizia diventata di dominio pubblico relativa al suo coinvolgimento dell’inchiesta sull’Università di Catania: “Sono sempre colpito dall’imbarbarimento della politica. Le do una notizia in proposito – ha dichiarato a Repubblica -, il procuratore di Catania ha appena fatto sapere al mio avvocato che è andato a depositare la richiesta di archiviazione per il mio presunto abuso di ufficio”.

Il fratello di Eugenio Gaudio, Roberto, ha spiegato che “la sua nomina è stata data per certa, ma in realtà lui non aveva accettato. Noi avevamo dei dubbi perché per mio fratello significava lasciare la sua vita a Roma e trasferirsi qui in Calabria”.

Calabria, chance per Gino Strada?

Il Movimento 5 Stelle, Paolo Parentela, è intervenuto sul tema facendo un appello al governo (di cui fa parte lo stesso partito del deputato): “Dopo la rinuncia del professor Gaudio, il governo non perda altro tempo e nomini un commissario alla sanità calabrese che abbia le competenze, le qualità e il coraggio per garantire ai calabresi il diritto alla salute, buone cure, legalità e trasparenza negli uffici”.

“Il governo – prosegue la nota – provveda a individuare due sub-commissari calabresi con le stesse caratteristiche. Occorre fare presto perché in Calabria la situazione sanitaria ed economica peggiora di giorno in giorno. Non ho nulla contro Gino Strada, anzi, sembra che sia l’unico che ha dimostrato finora reale interesse ad affrontare questo duro compito. Il governo dia ai calabresi le risposte urgenti che meritano, compiendo scelte oculate quanto efficaci”.

Secondo diverse fonti di maggioranza e di governo, però, il fondatore di Emergency non sarebbe disponibile a ricoprire il ruolo di commissario alla Sanità in Calabria.

Su ‘Facebook’, lo stesso Gino Strada ha scritto: “Leggo da un’agenzia di stampa che non sarei disponibile a fare il commissario in Calabria. Ribadisco – perché evidentemente serve farlo ancora – che non ho ricevuto nessuna proposta formale e che comunicherò personalmente le mie decisioni attraverso i canali ufficiali se ci sarà qualcosa di reale e concreto da comunicare. Mi sembra che la situazione sia già abbastanza difficile per i cittadini calabresi senza che diventi anche grottesca”.

Caos Calabria: l’attacco di Nino Spirlì

Dopo aver chiesto via ‘Facebook’ le dimissioni del ministro della Salute Roberto Speranza, il governatore facente funzione della Calabria Nino Spirlì ha dichiarato a ‘La Zanzara’: “Qui non c’è da fare nomine, c’è da gestire la sanità. Basta ispettori governativi, ne abbiamo le scatole piene. Non arriva la nomina di Strada perché dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine, non abbiamo più bisogno di commissari”.

Ancora Spirlì: “Se arriva Strada ne prendiamo atto, dopo il tris facciamo poker”.

E poi: “La Calabria non è l’Afghanistan, è una regione dell’Italia e come tutte le altre regioni ha il diritto di governarsi come si governano tutte le altre. Non abbiamo bisogno di missionari di nessun tipo”.

Quando alla scelta di Gaudio, Spirlì ha detto: “Problemi suoi, Catanzaro è una città bella, ci vivono persone eleganti, civili, e oneste”.

VIRGILIO NOTIZIE | 17-11-2020 19:16

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