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Vaccino Covid, un certificato per riaprire: l'idea di Pregliasco

Il virologo Fabrizio Pregliasco rilancia l'idea di una patente d'immunità per tornare a frequentare, ad esempio, stadi e palestre

Uno strumento per riavvicinarsi alla normalità. Un certificato vaccinale per aiutare le attività economiche a ripartire e come incentivo a vaccinarsi per il Covid-19. Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, in un’intervista al Messaggero, rilancia la proposta dell’uso di un documento che attesti di aver ricevuto l’iniezione contro il coronavirus per poter tornare a frequentare luoghi solitamente con maggiore affluenza di pubblico, come impianti sportivi, palestre, cinema e teatri.

“Oggi gli stadi, giustamente, sono vuoti, non c’è il pubblico. Perché non consentire a chi ha ricevuto anche la seconda dose del vaccino di andare in tribuna? Così, gradualmente, riporteremo persone negli stadi. Un modo per riavvicinarsi alla normalità” si domanda il virologo.

Un’idea non nuova, sostenuta da diversi presidenti di Regione da Zaia a De Luca, e in fase di studio a livello europeo, adesso promossa anche dal professore, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano.

“Ovviamente – specifica nell’intervista il virologo – dobbiamo partire da un presupposto: per diffondere l’utilizzo di un certificato di questo tipo serve la graduale disponibilità di un numero sufficiente di dosi dei vaccini. Ma del passaporto vaccinale si sta già parlando anche nella comunità europea, proprio per le prospettive che assicura”.

Lo strumento servirebbe non solo per permettere alle attività economiche di riaprire a coloro, ma anche per incoraggiare i cittadini a sottoporsi al vaccino: “Con il certificato vaccinale che consente di frequentare un numero maggiore di luoghi ed eventi pubblici, molte più persone accetteranno di immunizzarsi. Si supera il problema dell’obbligatorietà, più difficile da applicare, però si raggiunge lo stesso risultato, quanto mai importante per una campagna vaccinale, raggiungere una percentuale di adesioni sufficiente a limitare la circolazione del virus.”

Un’esigenza dalla quale non sono esenti coloro che sono già risultati contagiati dal Sars-CoV-2, come sottolinea infine il professore, che spiega l’importanza di sottoporsi all’iniezione:  “Secondo me è giusto che anche chi è già stato positivo venga vaccinato, in modo da consolidare la sua immunizzazione”.

VirgilioNotizie | 27-01-2021 08:54

Covid, uno studio dice quanto può durare l'immunità Fonte foto: ANSA
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