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Covid, allerta nelle scuole. Pronto un piano B in alcune Regioni

Resta alta la guardia nelle scuole, anche se è ancora presto per fare un bilancio. Alcune Regioni hanno già pronta una soluzione alternativa

Con l’epidemia di coronavirus che ha ripreso prevedibilmente il suo corso dopo l’estate, il rientro in classe di milioni di studenti può rappresentare un’ulteriore spinta per la curva dei contagi. Gli ultimi bollettini giornalieri evidenziano incrementi stabili sopra i 2.500 casi; questo senza nemmeno considerare la riapertura delle scuole, in quanto gli effetti si vedranno tra qualche settimana.

La linea del governo sembra essere quella della cautela, ma il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito a “Mezz’ora in più” su Rai 3 che le scuole rimarranno aperte. Posizione condivisa anche dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che si consulterà con il Comitato tecnico scientifico per fare il punto della situazione.

Scuola, il piano B: metà lezioni in presenza e metà a distanza

Alcune Regioni, come il Lazio, hanno però già pronto un piano B. Come riporta Il Messaggero, per gli studenti delle superiori si potrebbe adottare un modello che prevede una turnazione, con la metà delle lezioni in presenza e l’altra metà a distanza.

Una soluzione che, si precisa, potrebbe essere adottata solo per le superiori. Questo perché i ragazzi rischiano di essere veicoli di contagio più di altre fasce d’età, a causa della loro spinta alla socialità; inoltre, chi ha più di 14 anni può rimanere a casa da solo, senza un familiare, andando incontro anche alle esigenze dei genitori che vanno a lavorare.

Covid a scuola, quando si vedranno gli effetti della riapertura

Il Comitato tecnico scientifico sembra condividere questa soluzione, ma è ancora presto per prendere una decisione in quanto gli effetti delle riaperture delle scuole saranno osservabili tra due o tre settimane. Lo stesso tempo che abbiamo a disposizione per invertire la tendenza in aumento della curva dei contagi, secondo Walter Ricciardi, consigliere di Speranza.

Emerge chiaramente l’esigenza di scaglionare gli ingressi per ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici, così come quella di implementare gli spazi nelle scuole. Come riporta Il Messaggero, Mario Rusconi, presidente dell’Associazione dei presidi del Lazio, ha spiegato che “in alcuni istituti non ci sono spazi sufficienti, per cui si è scelto di ricorrere alle lezioni, per una parte dei ragazzi, per via telematica”.

VIRGILIO NOTIZIE | 05-10-2020 08:44

Covid: obbligo di mascherina all'aperto. Dove e fino a quando Fonte foto: ANSA
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