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Coronavirus a Roma: muore 34enne, paura per 2000 colleghi

Padre di una bimba di 7 anni, lavorava in un call center della Capitale. A Roma metà dei casi di tutto il Lazio

Non muoiono solo gli anziani per cause legate al nuovo coronavirus. Dopo 6 giorni in terapia intensiva a Tor Vergata, la Covid-19 ha preso la vita della più giovane vittima del Lazio. Aveva 34 anni ed era originario di Cave (Roma), a 50 km dalla Capitale. Ne dà notizia Repubblica. Era padre di una bimba di 7 anni, ora affidata ai nonni.

L’uomo lavorava da più di 8 anni per Youtility, un call center romano sito in via Faustiniana, tra il raccordo anulare e via Tiburtina. Tra i clienti della società, anche Tim e lo 060606, servizio informativo del Campidoglio. Sul posto gli operatori dell’Asl Roma 2 stanno operando l’indagine epidemiologica per capire l’origine e l’evoluzione del contagio.

Il 34enne, che avrebbe lavorato per alcuni giorni a ridosso del 9 marzo, come riporta Repubblica, una volta a casa è rimasto in isolamento fino al 16 marzo. Dopo aver sentito il suo medico, è stato trasportato al policlinico Tor Vergata, dove una delle torri è stata trasformata in uno dei Covid Hospital del Lazio.

Coronavirus, morto 34enne a Roma: il racconto dei colleghi

Gli oltre 2.000 dipendenti del call center hanno continuato a lavorare fino a domenica 22. I decreti considerano infatti i call center come una delle attività produttive essenziali, e per questo devono rimanere aperti. Tra i centralinisti dilaga la paura, e la rabbia espressa sui social ha spinto Youtility prima a cancellare il post di condoglianze per il dipendente e poi a oscurare la propria pagina Facebook.

“Era stato a Barcellona dal 6 all’8 marzo”, hanno raccontato a Repubblica i colleghi. Sarebbe poi tornato a lavoro il 9 marzo, lavorando per alcuni giorni. “Al ritorno dalla Spagna aveva qualche linea di febbre. Per questo una decina di lavoratori sono stati messi in quarantena“.

“Solo alcuni di noi sono stati messi in smart working. Solo da martedì 17, quando lui stava già male e si sapeva del contagio, hanno distanziato le postazioni a più di un metro l’una dall’altra. I disinfettanti ce li siamo comprati facendo la colletta, la sanificazione è stata fatta solo venerdì 20. Non vederemo più il sorriso di Lele”, ha denunciato una dipendente in una e-mail inviata a Repubblica.

Coronavirus: a Roma metà dei contagi di tutto il Lazio

“Dei casi finora confermati nel Lazio, il 50% è ricoverato in una struttura sanitaria, il 36% è in isolamento domiciliare e il 6% è in terapia intensiva. I guariti sono il 4%. L’età mediana dei casi positivi è 59 anni. Il 61% è di sesso maschile e il 39% di sesso femminile”, ha fatto sapere l’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio.

“I casi positivi al nuovo coronavirus sono così distribuiti: il 47,1% è residente a Roma città, il 23,3% nella Provincia, il 6,3% a Frosinone, il 2,2% a Rieti, il 6,8% a Viterbo e il 12,9% a Latina. L’1,4% proviene da fuori Regione. La nuova app ‘LazioDrCovid’, ha raggiunto i 51.562 utenti registrati, 1.285 i medici di famiglia e 60 i pediatri di libera scelta collegati alla piattaforma”.

VIRGILIO NOTIZIE | 23-03-2020 11:46

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