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Coronavirus e isolamento, ora preoccupa la salute mentale

L'isolamento forzato potrebbe portare gli italiani a crisi di nervi e depressione, e per prevenirli sarà necessario l'impegno delle istituzioni

Un’indagine condotta su 3.453 cittadini ha evidenziato che le informazioni fornite dalle istituzioni per fare fronte all’emergenza coronavirus sono arrivate alla maggior parte della popolazione. Restare a casa, mantenere la distanza di sicurezza e lavarsi frequentemente le mani sono comportamenti che gli italiani hanno fatto propri. Lo dice uno studio riportato da Repubblica.

I più refrattari sarebbero i giovani, con il 21% di chi ha tra i 18 e i 29 anni che ammette di non prestare attenzione alle misure consigliate dal Governo.

Se la lotta al contagio sembra essere a un buon punto, con il calo di nuovi casi positvi, secondo i ricercatori la nuova battaglia si dovrà affrontare sul campo della psicologia. A sostenerlo è il Covid-19 International Behavioral Science Working Group, formato da esperti delle Università di Harvard, Oxford, Princeton, Berkeley, Warwick, Chicago, Mit, London School of Economics e dalla nostrana Luiss Guido Carli.

“Gli occhi del mondo sono puntati sull’Italia. Siamo in anticipo di due settimane sugli altri Paesi. Capire quello che succede da noi è fondamentale”, ha spiegato Federico Raimondi Slepoi, tra gli autori dello studio.

Coronavirus: in aumento le paure e le preoccupazioni degli italiani

L’équipe di scienziati aveva effettuato una rilevazione il 12 marzo, per sondare la risposta degli italiani all’auto-isolamento. I nostri connazionali avevano reagito bene alla misura del Governo di estendere la zona arancione a tutto il territorio nazionale.

Una seconda rilevazione, tra il 18 e il 20 marzo, ha evidenziato la quasi totale adesione alle norme di prevenzione, ma un serio aumento della preoccupazione degli intervistati sulle ripercussione della quarantena sul proprio stato di salute mentale.

Le paure più frequenti registrate dagli studiosi, spiega Repubblica, sono legate all’incertezza sul futuro e alla possibilità che le misure di contenimento possano durare oltre il 3 aprile. Inoltre gli italiani hanno denunciato l’aumento di conflitti in casa e la crescita di ansia, stress e noia.

Coronavirus: l’avvertimento degli esperti alle istituzioni

Le conclusioni della ricerca consigliano al Governo una seconda fase nella strategia comunicativa. “Ora è fondamentale non abbassare la guardia e cercare di prevenire gli effetti negativi del distanziamento sociale”, ha spiegato ancora Federico Raimondi Slepoi.

Spetterà dunque anche alle istituzioni “incentivare l’attività fisica a casa, far utilizzare la tecnologia per aumentare le interazioni sociali che ridiano per quanto possibile un quadro di normalità e quotidianità, promuovere la lettura o altre passioni che nel tempo sono uscite dalle nostre abitudini”.

Non basterà più invitare la popolazione a rimanere nelle proprie abitazioni e lanciare campagne come #iorestoacasa durante la quarantena, la Pubblica Amministrazione dovrà mettere in atto una vera e propria strategia per non far impazzire i cittadini.

VIRGILIO NOTIZIE | 26-03-2020 10:12

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