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Coronavirus, c'è un modo per pulire le mascherine. Ma l'Iss frena

Il direttore tecnico della Cisa Group ha proposto l'idea per pulire le mascherine all'Iss, ma per problemi burocratici non è stato ancora dato l'ok

Francesco Crotti, direttore tecnico della Cisa Group, azienda lucchese che opera nel campo della costruzione di centrali di sterilizzazione, ha riferito al Tirreno che c’è un sistema per “ripulire” dal coronavirus le mascherine di medici e infermieri, in modo da poterle riutilizzare per sopperire alla mancanza di questi preziosi dispositivi. Ma stando a quanto ha detto Crotti, l’Iss non ha ancora dato il via libera per problemi burocratici.

“Ci hanno chiesto alcune integrazioni – ha detto Crotti – ma da una settimana non riceviamo risposta, non capisco perché l’Iss temporeggi”.

L’idea del direttore tecnico è di riconvertire le centrali di sterilizzazione dei 200 ospedali italiani in modo da rendere inoffensivo il virus sulle mascherine.

Crotti ha illustrato nel dettaglio: “Si tratta di trasformare una delle autoclavi disponibili nelle centrali di sterilizzazione degli ospedali in una macchina capace di inattivare il virus sui tessuti filtranti delle mascherine. Bastano piccole modifiche a uno degli impianti e un aggiornamento al software”.

“Le mascherine – ha proseguito Crotti – devono essere inserite in questi apparecchi a 60 gradi centigradi per alcune ore, 10 gradi meno della temperatura oltre la quale verrebbero danneggiate. Non lo diciamo noi ma tutti i protocolli validati dall’Oms e dal Centro per il controllo delle malattie infettive Usa”.

Non si tratterebbe di una sanificazione vera e propria, ma sarebbe sufficiente a dare nuova vita a migliaia di dispositivi in uso negli ospedali. Secondo Crotti, per questa operazione sarebbe sufficiente una giornata di lavoro di un tecnico, con un costo di circa 560 euro.

Come igienizzare le mascherine per riusarle

VirgilioNotizie | 03-04-2020 15:32

Che aspetto ha il coronavirus: la prima foto dall'ospedale Sacco Fonte foto: ANSA
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