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Fase 2, quando vedremo i nuovi contagi: parla Brusaferro

Il presidente dell'Iss: "Non sono pessimista, ma cauto: servono analisi a livello regionale"

L’errore da non commettere nella Fase 2 è “pensare che il pericolo sia passato e dimenticare che potremmo ricaderci, quindi non usare le stesse cautele della Fase 1”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Mi sembra che tutti abbiamo imparato la lezione – ha spiegato -, se continuiamo così potremo poi permetterci maggiori libertà e andare avanti con altre riaperture controllando la diffusione del virus“.

Brusaferro si è detto “fiducioso che il Paese continui a contenere l‘epidemia e che, forte di questo successo, possa puntare su un lento, progressivo ritorno alla normalità“.

Quando si saprà se il comportamento di tutti, dopo la riapertura, sarà stato ottimale? “Sul piano epidemiologico – ha risposto il presidente dell’Iss – i segnali di come è andata li interpreteremo la prossima settimana. Dai dati capiremo se i comportamenti dei cittadini sono stati virtuosi”.

“La chiave del successo – ha aggiunto – risiede nella consapevolezza che ognuno di noi partecipa in prima persona e può fare la differenza. Siamo ancora dentro l’epidemia. Aperture, ma con estrema accortezza nel gestirle”.

Sulla possibilità di arrivare ad aprire tutto, “non sono pessimista, ma cauto. Non sono il signor no. Dateci il tempo di monitorare l’effetto di questi primi passi. Bisogna contare i nuovi contagi e verificare che non siano aumentati prima di pensare al dopo”.

La Fase 2, ha concluso, “richiede analisi anche a livello regionale. L’idea è quella di procedere in modo chirurgico tenendo conto che, così come si adottano zone rosse, si possano prevedere aree meno blindate dove rilasciare qualche libertà in più”.

VirgilioNotizie | 06-05-2020 14:05

Coronavirus, il grafico della Protezione civile del 5 maggio Fonte foto: Ansa
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